Libri

“Il maestro delle ombre”

download-3di Gabriele Ottaviani

Quando andarono a bussare alla sua porta, al rione Esquilino, non immaginavano che Matilde Frai avrebbe aperto a due estranei. Invece lo fece. «Siamo della polizia» disse Sandra, sperando che fosse sufficiente mostrare solo il proprio tesserino. Allungò il braccio perché la luce della candela impugnata dalla donna lo illuminasse. Marcus si teneva un passo indietro, nascosto in parte nel buio del pianerottolo. «Che volete?» chiese Matilde. Ma non c’era diffidenza nel tono di voce e nemmeno sospetto. La rudezza rientrava nel suo modo di fare con la gente. «Vorremmo parlare di Tobia.» La frase di Sandra avrebbe dovuto scuoterla, ma fu come se Matilde se lo aspettasse. «Prego» disse lasciandoli entrare. Fece strada con la candela lungo uno stretto corridoio. La casa era fredda a causa della mancanza di riscaldamento. Era piccola e ordinata, ma l’odore di nicotina era pregnante. Matilde li guidò fino in cucina. Marcus si accorse che la donna non aveva preso particolari precauzioni per affrontare i rischi del blackout. Non si era barricata, non aveva con sé un’arma o qualcosa per minacciare un eventuale intruso. Non possedeva una torcia e aveva fatto strada con una candela che aveva appena acceso. Prima del loro arrivo, era rimasta al buio – ne era sicuro. C’era una sedia distanziata dal tavolo e, sul ripiano, due pacchetti di Camel, un posacenere e un accendino. Matilde non si era mai allontanata da lì. Aveva trascorso la giornata a fumare. «Vi preparerei un caffè, ma non vanno i fornelli.» Avevano interrotto l’erogazione del gas domestico, pensò Sandra. Probabilmente, per evitare incendi che nessuno avrebbe potuto sedare. «Stiamo bene così, non si preoccupi.»

A Roma piove. E quindi si allaga qualsiasi cosa. Niente di straordinario in apparenza, visto che la buca con la città intorno, come l’ha felicissimamente definita Mario Ajello, si allaga anche col solleone, quindi non c’è problema. Pare. Ma questa volta invece sembra proprio l’inizio della fine. Il Tevere tracima, esonda, come si dice adesso in cui le mode si addicono anche ai verbi e alle locuzioni, spesso per tramite, per non dire colpa, dei mezzi di comunicazione di massa. Roma non brucia come la celebre frase formulare dice di Londra e di tanti altri agglomerati urbani, Roma affoga. Le centraline sono saltate, il maltempo falcidia la metropoli, non c’è luce, non c’è internet, non funzionano i cellulari, per strada, guarda un po’ che combinazione, non si riesce a fare un passo che sia uno, anzi mezzo. Sembra un tempo al di là del tempo, sembra l’epoca di Leone X. Anno del Signore millecinquecentoventuno, sei secoli fa, più o meno; il papa emette una bolla: Roma non va lasciata al buio. Mai. E invece è proprio nelle tenebre che l’Urbe sta sprofondando. Oltretutto nove giorni dopo la bolla di cui sopra il pontefice, il vicario di Cristo in terra in questione ci ha rimesso le penne, e pertanto a oscurità si aggiunge oscurità… Una notte non solo in cui tutti i gatti sono grigi, per parafrasare una celebre massima filosofica, ma in cui alla sospensione della tecnologia e della modernità pare sommarsi una parentesi della legalità: ogni cosa, specie la più turpe, sembra concessa. E ogni cosa sembra essere degna di cittadinanza nel nuovo poderoso romanzo di Donato Carrisi, il terzo in cui i protagonisti sono di nuovo il penitenziere Marcus e la tormentata poliziotta foto-rivelatrice Sandra Vega: non mancano rimandi al cinema, alla televisione, alla letteratura non solo di genere, alla cronaca, specie se nera, alla storia. Ma la sapienza dell’autore sta nel saper fare di questa materia che espone pesantemente al rischio dell’accumulo una base solida e incredibilmente asciutta per un racconto che mantiene inchiodati senza un attimo di noia dalla prima all’ultima pagina, rendendo accettabile e credibile nell’economia della narrazione anche ciò che in altri contesti si rifiuterebbe senza possibilità di appello, sulla pagina o altrove: Il maestro delle ombre, per Longanesi, oltre a essere un titolo efficace pare essere anche una calzantissima descrizione del suo artefice. Da non lasciarsi sfuggire.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...