Cinema

“Quando hai 17 anni”

being-17-2016-andre-techine-03di Erminio Fischetti

Quando hai 17 anni il mondo ti sembra molto diverso da quando ne avevi 7. Tutto cambia e le consapevolezze prendono corpo, soprattutto di quello che si è e di quello che ti circonda. Quando hai 17 anni la vita sembra tutta in discesa, sarà tutto facile, ma cominci ad accorgerti che in realtà è tutta in salita, e la salita è sempre più ripida. Quando hai 17 anni e vivi in un paesino delle montagne francesi, anche se il posto è splendido, tutto ti sembra stretto. Quando hai 17 anni hai paura. Quando hai 17 anni ti innamori. Quando hai 17 anni vuoi fare l’amore con la persona che ami… André Téchiné torna dietro la macchina da presa con un’opera sull’adolescenza, scritta a quattro mani con Céline Sciamma, ambientata nella provincia francese più profonda e che racconta la storia di due ragazzi di diciassette anni, Damien e Thomas, il primo figlio di un militare di stanza in Medio Oriente, e dunque suo malgrado sempre assente da casa, e della dottoressa del paese, liberale e comprensiva, il secondo adottato da una coppia di contadini del luogo. Thomas sembra detestare Damien, forse per la situazione difficile che vive a casa (sua madre è rimasta incinta e, come dice suo padre, se in passato avesse portato a termine le gravidanze lui non sarebbe stato lì), forse perché vede la vita del suo compagno più felice e semplice.  Pertanto avviene una serie di piccole risse, gli adulti intervengono e la madre di Damien, anche per far sì che Thomas possa seguire meglio la scuola e non dover ogni giorno fare due ore di viaggio, lo accoglie in casa sua… Il regista de La mia stagione preferita è sempre stato maestro nel descrivere le emozioni e sentimenti più semplici, con grande sensibilità e con grande armonia psicologica, in particolare per quanto riguarda i più giovani, tanto che questo film sembra una revisione contemporanea e ancora più intensa del lontano L’età acerba. Téchiné gioca per sguardi e depista lo spettatore dall’argomento pregnante della pellicola conducendolo lentamente verso la costruzione della storia. Ed è straordinario nel portare alla luce i sentimenti, i dolori e le paure dei due ragazzi. Di fatto è un film d’amore, sulla vita e le tragedie della quotidianità, sulla crescita, e soprattutto veicola un messaggio nel quale le etichette non sono necessarie, infatti mai una volta viene pronunciata la parola gay o omosessuale: racconta con grande onestà semplicemente dell’amore fra due persone, che sono sé stesse, e basta. Un film densissimo che tocca moltissimi temi nella sua complessità e su più fronti, ma con una semplicità di forma che diventa poesia rimanendo realista, mai banale. Una grandissima fattura e soprattutto una scrittura delicatissima che ha il tocco lirico di Techiné e al tempo stesso la durezza della Sciamma. Sul piano attoriale si affida a una dolente e bravissima Sandrine Kiberlain, nelle vesti della mamma di Damien, e a due giovani e ottimi interpreti, l’esordiente Corentin Fila e Kacey Mottet Klein, già molto apprezzato in Sister e Keeper (vincitore all’ultimo Festival di Torino). Speriamo in una pioggia di Cèsar. Quando hai 17 anni: dal 6 ottobre, al cinema. Imperdibile.

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