Libri

“Nostalgia”

$_35.JPGdi Gabriele Ottaviani

Come avremmo potuto sapere allora che questo non era in realtà il nostro gioco, così come gli scacchi non sono il gioco delle pedine, dei cavalli e delle regine?

Nostalgia, Mircea Cărtărescu, Voland, a cura di Bruno Mazzoni (nuova edizione ampliata). Bucarest è città e personaggio, viene vissuta e rivissuta, rimembrata, fino a farsi quasi sfondo di un sogno grigioroseo che spalanca dinnanzi agli occhi del lettore un ampio ventaglio di possibili interpretazioni, a volte persino in contraddizione fra di loro, tanta è la densità di una scrittura sapiente e coltissima che rende metaletteraria la letteratura stessa, di cui si nutre avidamente e della quale mette in scena tutte le potenzialità. A un primo sguardo verrebbe da dire che si tratti in realtà di una raccolta di racconti, poiché la trama, all’interno però di un flusso dirompente, sembra discontinua, inafferrabile, impossibile da sintetizzare in modo esaustivo, e ripartita in più sezioni, compiute fra di loro anche nella loro singola autonomia. Così come per quanto riguarda ambienti, situazioni e personaggi, comprese le loro evoluzioni e vivide caratterizzazioni. È la scrittura, che gronda riferimenti assai eruditi, e che ha la forza per affrontare ogni tema, compresi l’ossessione e la follia, a rendere questo fertile magma un tutt’uno compatto, in cui l’autore, uno dei più importanti, significativi e complessi del nostro tempo, le cui prose attraverso le parole riescono a ricreare mondi e generare catene di riflessioni, descrive, mediante una originale e brillante connotazione dell’io narrante, un’idea della vita, a partire da una visione liquida e spersonalizzante della contemporaneità e della postmodernità nella quale la letteratura, insieme all’esperienza, del bene e, naturalmente, ancor più del male, del disagio, dell’abbandono, è parte del tutto fondamentale. Le vicende si intrecciano in una dialettica di livelli non priva di ironia ed evocativa, che sfida il limite della pagina scritta in quanto immutabile e inalterabile: un’opera maestosa e imperdibile.

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