Libri

“La casa delle vergini”

la_casa_delle_vergini_02_2_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Carissima mamma, sto facendo del mio meglio per soddisfare Mrs Wentworth. Spero che il mio salario si dimostri sufficiente. Sapevi che sarei diventata la cameriera di una signora? È meglio che fare la sguattera, però è più difficile di quanto tu possa immaginare. Ho molto da imparare. Mi manchi. Mi manca sentir pronunciare il mio nome. Tua figlia, Moth

Dickens si è trasferito a New York, verrebbe da pensare. Moth ha dodici anni. Moth vuol dire falena. Il nome che la madre avrebbe voluto darle era un altro, in principio. È il milleottocentosettantuno. Vive nei bassifondi. La madre fa la chiromante. Il padre si è dato alla macchia da parecchio. La madre la vende a una signora in cerca di servitù. Le dice che non deve mai amare. Dopo un po’ incontra un’altra donna, che gestisce una casa dove ci sono ragazze devote al servizio di Cupido. Così recitano testualmente gli annunci pubblicitari. Una casa frequentata da uomini disposti a pagare, e bene, afflitti da tormenti e in cerca di sollievo. Sembra tutto già scritto. Sembra. La casa delle vergini, di Ami McKay (BEAT), traduzione di Alessandro Zabini, è un romanzo travolgente e magnifico, elegante persino nella descrizione dello squallore. Da leggere.

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