Libri

“Il mio nome è Shylock”

untitled.pngdi Gabriele Ottaviani

Chi, storicamente, odiava di più chi? È come chiedere se è nato prima l’uovo o la gallina. Attenzione alla parola «antichi». La malvagità che ciascuno vedeva nell’altro – la fiera chiusura da una parte, e la fiera finzione di gentilezza dall’altra – risaliva a un tempo che precedeva l’ascesa del capitalismo e dell’usura. Ci si potrebbe chiedere piuttosto quale movimento di uomini e idee non precedesse. Forse le parole destabilizzanti dell’Apostolo Paolo. La pace prima di Paolo. Del resto, però, prima di Paolo non c’erano cristiani che gli ebrei potessero odiare o dai quali farsi odiare. Be’, se la malvagità era tutto ciò che i gentili vedevano, la malvagità sarebbe stata ciò che avrebbe fatto vedere loro di più. E loro? Loro in cambio gli avrebbero mostrato una pietà malvagia, come una pioggia di veleno. Intesa ironicamente, quella malvagità? E loro, intendevano ironicamente la pietà? Di una cosa era certo: non v’era stata ironia quando gli avevano rubato sua figlia.

Howard Jacobson, Il mio nome è Shylock, traduzione di Laura Pignatti, Rizzoli. Un classico non finisce mai di dire quello che ha da dire per definizione, almeno stando a quel che sostenne Italo Calvino, di cui ormai questa frase è diventata più celebre per la sua innata forza di slogan, in quanto ha natura di aforisma, degli stessi titoli del grande autore sanremese nato a Cuba, compagno di studi di Eugenio Scalfari. E chi c’è di più classico di Shakespeare? Jacobson riscrive, e avvalendosi di quel realismo magico che è proprio degli autori migliori catapulta nel ventunesimo secolo nientedimeno che Shylock, il mercante di Venezia, il personaggio per il quale il Bardo è stato accusato, in maniera che lascia a dir poco stupefatti, perché come sempre si dimentica di considerare il contesto, addirittura di antisemitismo. Per Shylock il tempo è passato, il risentimento no. È dunque l’interlocutore perfetto per un filantropo facoltoso, padre in crisi che si interroga sul sentimento della pietas in un camposanto del Cheshire… Da non perdere.

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