Libri

“Una dolce carezza”

BOYDdi Gabriele Ottaviani

E tuttavia portavo diligentemente a termine gli incarichi che di volta in volta mi venivano affidati e vivevo la bella vita che New York aveva da offrire.

Diviso in otto libri (più un breve ma significativo epilogo), ambientato fra il millenovecentootto e il millenovecentosettantotto, è la storia di Amory. Amory Clay. È una ragazza, anche se ha il nome androgino. Usanza che all’epoca era attribuita ai figli maschi, non alle neonate annunciate da un bel fiocco rosa sullo stipite della porta. È figlia di un letterato fallito. E le due cose, ahimé, spesso vanno a braccetto. La prima guerra mondiale, poi, ha su di lui lo stesso potere della liaison tra Angelica e Medoro per il povero Orlando ariostesco. Lei è brava, intelligente, brillante, un personaggio davvero fuori dall’ordinario, raccontato con una prosa elegante e spumeggiante. Si viaggia in giro per il mondo insieme a questa fotografa che immortala la Parigi appena liberata dalla proterva e mortifera occupazione dei nazisti e il Vietnam devastato dalla guerra, tra il dramma della sua infecondità e gli amori, per Cleveland Finzi, bello da morire, quasi finto, abbronzato come un marinaio, muscolatura guizzante e completi sartoriali fascianti, editor raffinato, Jean-Baptiste, scrittore scanzonato, Sholto, il militare dagli occhi come il cielo. Più che liberamente ispirandosi alla leggendaria Elizabeth Lee Miller, William Boyd scrive un romanzo definito già dal suo titolo: Una dolce carezza. Neri Pozza, traduzione di Massimo Ortelio.

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