Cinema

“Tom à la ferme”

d4b0994e8973b1bd3f5de4ae298efcfb-khQD-U1030697874746J1-1024x576@LaStampa.itdi Gabriele Ottaviani

Oggi è come se una parte di me fosse morta e io non potessi piangere perché ho dimenticato tutti i sinonimi della parola trsitezza. Ora l’unica cosa che posso fare senza di te è sostituirti. E poi parte Les moulins de mon coeurOk. Non è solo un fenomeno come regista. Lo è anche come attore. A chi tanto, a chi niente. A lui è stato dato tanto. E se lo merita tutto. Perché è semplicemente eccezionale. Chi? Xavier Dolan, ça va sans dire. Qui nel ruolo di Tom. Giovane. Bello. Biondo non naturale. Copywriter. Solo. Perché il suo amore è morto. Guillaume. Va in campagna per il suo funerale. Nella fattoria della sua famiglia, gestita dal fratello di Guillaume, Francis, di cui Tom ignorava l’esistenza. Anche il padre non c’è più. C’è la madre, Agathe. Che lo accoglie. È sconvolta. È successo tutto in fretta. Troppo. E l’unica persona che dovrebbe esserci è proprio quella che manca. Gli chiede di restare. È contenta. Amorevole. Un po’ strana, forse. Pensava che il figlio non avesse amici. Lo fa dormire nel suo letto, di cui, senza sapere perché, lava le lenzuola una volta al mese. Prepara da mangiare. Nota che Tom porta lo stesso profumo del figlio morto. Si rallegra del fatto che lui dirà qualcosa al funerale. Così anche la comunità potrà vedere che quel ragazzo che restava giusto per delle visite brevissime in quel panorama fatto di mucche gravide, campi di mais e riti antichi, naturali e un po’ violenti era un bravo ragazzo. Ma lei non sa che Tom non è solo un amico. Nessuno sa. Solo Francis sa. E non vuole che nessun altro sappia. Delirante. Perverso. Morboso (la sequenza della danza nel fienile, tanto per citarne una, rende l’immateriale angoscia qualcosa di concreto come marmo). Francis stringe sempre più il cappio intorno al collo di Tom. Ma un elemento esterno può dimostrarsi salvifico, per sfuggire a una dinamica malata di controllo basata sull’ambiguità della relazione fra il dolore e il suo contrario. Basato su una pièce, è cinema allo stato puro e migliore, perfettamente a fuoco e potentissimo sotto ogni aspetto. Tom à la ferme. È in sala. È da non perdere.

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