Libri

“Percoco”

3Dnn+9_7B_med_9788804661061-percoco_original.pngdi Gabriele Ottaviani

E allora davvero Franco il Turco, Franco il Grande, avrebbe assaggiato quello stile di vita a cui aspirava da sempre non avendo le palle per conquistarselo.

Percoco, Marcello Introna, Mondadori. È una storia vera. Nera. Dimenticata. E che invece va ricordata. Perché non esiste bene più prezioso della memoria. Sin dall’inizio c’è il sentore di qualcosa che non va. Netto. Come l’odore di gas quando c’è una fuga. Via Marcello Celentano. Tra Via Abbrescia e Corso Cavour. Civico dodici. Di fronte, una drogheria. Bari. Sessant’anni fa. Strade più o meno strette. Più o meno brulicanti di gente. Le case chiuse sono ancora aperte, si consenta il gioco di parole. Nell’indirizzo succitato vive una famiglia. La famiglia Percoco. Padre in pensione. Ferroviere. Lavoratore senza macchia alcuna. Madre casalinga. Rampolla di una dinastia di latifondisti. Tre figli. Il primo è cleptomane. Sta in galera. Una vergogna. Il più piccolo ha la sindrome di Down. Altra vergogna da nascondere, per la mentalità aberrante dell’epoca. E purtroppo, si teme, non solo. E non solo al sud, anzi. Il secondo è quello di mezzo. Franco. Quello normale, si direbbe. Iroso, ma normale. E infatti fa una strage. Una carneficina. Un vero e proprio massacro. Il primo delitto di famiglia. Il primo nucleo della società. Dove si annidano segreti, timori, imbarazzi, talvolta. Dove possono scaturire anche odi brucianti. Talmente violenti da generare effetti irraccontabili. Chi riportò le notizie, infatti, compresa la confessione del reo, fu, caso unico nella storia giudiziaria e giornalistica dello Stivale, accusato per aver diffuso materiale raccapricciante. Il giornalista e il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno furono arrestati, allontanati dal lavoro, mai più reintegrati. Le copie del giornale ritirate. In tutta Italia. Il caso in fondo a un faldone in fondo all’archivio del capoluogo pugliese. Introna è veterinario. Autore. Sceneggiatore. Scrittore. Formidabile. Semplice, chiaro, lirico, coinvolgente. Il libro è uscito per un piccolo editore della regione a cui Gargano e Salento fanno da parentesi, ora lo pubblica la casa di Segrate. Ed è da non perdere. Romanzo. Testimonianza. Noir. Indagine nella labilità della mente. Magnifico.

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