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“Carteggi con Mabillon … Maittaire”

54c43ff5112a16c0022eaea5cb1b7ea3_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Noi siamo l’uno e l’altro sì parchi di lettere, che passano gli anni senza visitarci con esse.

Quattrocentoottantatré missive, che compongono ventisette corrispondenze, disposte in rigoroso ordine alfabetico. Con Jean Mabillon, Teofilo Macchetti, Alessandro Macchiavelli, MacDon(n)ell, Ciriaco Machi, Giacomo Machio, Giovanni Francesco Madrisio, Nicolò Madrisio, Lorenzo (o Laurentino) Maffei, Pietro Maffei, Scipione Maffei (centodieci lettere), Luigi Maffei Boretti, Angelo Maria Maggi, Carlo Maria Maggi, Giuseppe Maggi, Michele Maggi, Vincenzo Maggi, Domenico Maggiori, Giovanni Francesco Magini, Antonio Magliabechi, celebre bibliotecario mediceo, con cui lo scambio di carte, semplici biglietti di ordine pratico o composizioni di testi ben più argomentati e vari, per stile e argomento, in italiano, greco, che studiò da autodidatta, latino, come avviene anche con gli altri illustri ed eruditi interlocutori (avvocati, ecclesiastici, intellettuali, letterati, filologi, bibliografi…), raggiunge, nel lasso di tempo che va dal ventisei di agosto del milleseicentonovantacinque al febbraio del millesettecentosei, l’impressionante numero di centonovantaquattro missive, Francesco Magnani, Giambattista Magnani, Romoaldo Maria Magnani, Carlo Maielli, Francesco Mainardi, Biagio Maioli d’Avitabile e Michael Maittaire. Più, in appendice, la lettera scritta ad Anton Francesco Marmi, erroneamente sino ad ora attribuita al carteggio col già citato Magliabechi. L’autore? Ludovico Antonio Muratori. Modenese, anzi, vignolese, per la precisione. A lui nel capoluogo emiliano sono dedicati fra l’altro un liceo, e naturalmente un centro di studi. Prete, numismatico, archivista, bibliotecario, scrittore. Il padre della storiografia italiana. Il ventiseiesimo volume dell’edizione nazionale del carteggio muratoriano, opera monumentale iniziata nel millenovecentoottantanove, a cura di Corrado Viola, Carteggi con Mabillon…Maittaire, edito da Olschki, è il più prezioso dei doni, un inno alla cultura, alla ricerca, al sapere, alla comunione amorosa degli intelletti che regalano ai posteri la testimonianza della imprescindibile necessità del confronto per progredire, nella storia e nella vita. L’uomo nasce animale sociale, aperto verso gli altri, e solo l’ignoranza chiude le menti e genera terrore.

 

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