Libri

“Margherita Sarfatti”

3Dnn+9_7C_med_9788804658610-margherita-sarfatti_original.pngdi Gabriele Ottaviani

Anche se due anni prima con Cesare ha scelto di abbracciare le tesi rivoluzionarie di Mussolini, non è ancora pronta a rompere con il partito; ma non riesce nemmeno a restare lontana da Benito e dalla redazione del “Popolo”. Anzi, la fascinazione del talento e dell’energia di Mussolini ha sempre più presa su di lei. Segue il nuovo giornale, e anni dopo lo descriverà ancora con accenti futuristi.

Margherita Sarfatti – La regina dell’arte nell’Italia fascista, Rachele Ferrario, Mondadori. Nata Grassini, fu scrittrice. Critica d’arte. Amante. Di lui. Quello di cui scrisse la biografia intitolata Dux. Quello che promulgò le leggi razziali. E i Grassini erano ebrei. Sua sorella è morta ad Auschwitz. Ma lei lo ama tanto. Anche se in verità quando il regime diventa ancora più intransigente, ammesso che ci possano essere gradazioni nel totalitarismo, visto che sin dalle primissime fasi non è che si lesinasse sulle quantità dell’olio di ricino, lei se ne allontana. Tanto lui non ha problemi di solitudine: vuoi che non la trovi, da qualche parte, una Claretta? Finita la guerra lei torna in Italia dal Sudamerica, se ne sta in villa, presso Como, e poi muore. Ma certo non si può ridurre solo a questo la sua vita indubbiamente fuori dall’ordinario: la biografia di Rachele Ferrario è impetuosa come un galoppo, si legge con estremo piacere, documentatissima e preziosa.

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