Libri

“Tutto si muove intorno a me”

laferriere_cover_webdi Gabriele Ottaviani

Sebbene lo Stato si ostini a dare un nome alle strade, la gente stabilisce i propri punti di riferimento in maniera del tutto autonoma. Una chiesa, una casa abbandonata, un parco, un edificio pubblico, uno stadio, un cimitero: qualunque cosa può andare bene. Ognuno insomma finisce per inventarsi una sua personale mappa urbana. Chiunque venga da fuori arriva in città con informazioni dettagliatissime che gli permettono di trovare, a colpo sicuro, un parente, un amico o un edificio pubblico. Per fortuna non c’è una casa che assomigli a un’altra. La sensazione, anzi, è che un piano urbanistico vero e proprio non sia mai stato neppure concepito. Per paura di ritrovarsi a vivere in un tugurio, ognuno ha voluto avere l’ultima parola sulla costruzione della propria casa. E così ogni abitazione è facile da individuare grazie alla sua originalità e soprattutto ai colori sgargianti. Ma adesso che tutto è distrutto, e dal momento che la gente si è sempre rifiutata di prendere come punto di riferimento i nomi delle vie, le difficoltà di orientamento non sono poche. Questa situazione ha creato una nuova realtà alla quale bisognava adeguarsi in fretta.

Dany Laferrière, Tutto si muove intorno a me, 66thand2nd. Traduzione a cura di Giuseppe Girimonti Greco e Francesca Scala. Duemiladieci. Gennaio. Martedì dodici. Mancano sette minuti alle cinque del pomeriggio. Siamo ad Haiti. Uno dei paesi più poveri del mondo. Un paese da cui si fugge, sovente anche perché perseguitati. Come è capitato all’autore. Ma si sa che a casa in fondo si vuole sempre tornare. E Dany è appena tornato. E arriva la scossa. E per quella parte di emisfero è tragedia che si assomma a dramma. Una catastrofe sena termini di paragone. E chi ha come unica arma per difendersi la parola, che abbatte l’oblio della dimenticanza, la usa. Istantanee che scavano l’anima, un libro da non lasciarsi sfuggire.

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