Libri

“Isole minori”

cover_9788866327363_1636_600di Gabriele Ottaviani

Da quel momento smisero di litigare davanti a noi. A quel punto forse prevaleva la vergogna. La volontà di ripristinare una distanza tra genitori e figli. Sapevamo cose che i figli non dovrebbero sapere e si comportavano come se non dicendo più niente o evitando di gridarsi infamie davanti a noi ce ne saremmo dimenticate. La scoperta della verità del resto era stata come una disgrazia liberatoria, mamma forse non aspettava altro, da tempo desiderava andarsene. Era triste, ma come si può essere tristi della morte di un moribondo. Babbo reagì male all’annuncio della nostra partenza, al fatto di essere stato escluso dalla decisione, ma si capiva che sotto sotto pure per lui il fatto di rimanere da solo al Giglio poteva avere il gusto di una scarcerazione.

Teresa racconta. Parla. Vive. Cerca il suo posto nel mondo. È la piccola di casa. Se ne va. Ma poi torna. Perché non si può andar via da sé. Con l’isola deve fare i conti. Con la sorella idem. Con la politica non ne parliamo. Anche se lei in fondo non c’era, quando succedeva quel che succedeva. Ma la scia del passato è come quella delle barche, non si dissolve subito, per un po’ ancora perturba la superficie dell’acqua. Romanzo di formazione, saga familiare, ritratto storico dell’Italia degli ultimi quarant’anni: questo e molto altro, il Giglio qui rassomiglia un po’ alla Salina della Meglio gioventù di Rulli e Petraglia. La madre è la Rossa, battagliera per definizione, che non vuole i terroristi neri sul carcere di un’isola dove le forze dell’ordine sembrano uscite direttamente da Pane, amore e fantasia (grazie a Dio non da A bigger splash…), un francobollo di roccia nel mare che campa di turismo, e per questo organizza una barriera di barche per transennare il porto. È venuta dal continente sull’isola nello spazio di un sospiro, non ci ha pensato due volte, e c’è rimasta, al fianco di un uomo che si può assimilare all’acqua anche lui, quella cheta, però. E poi c’è anche la mamma della Rossa, la nonna, che è stata partigiana. Sentirsi diversi, e al tempo stesso percepirsi, benché altri, come parte di un tutto: Isole minori, di Lorenza Pieri, per e/o, è un romanzo formidabile.

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