Libri

“Che il diavolo benedica i Pulcinella!”

gargano-150x150.jpgdi Gabriele Ottaviani

Livorno 20 gennaio 1815 – Signore e carissimo amico. Da qui vedo la vostra sorpresa. La bocca aperta e gli occhi fissi sul luogo e la data di questa lettera. È certo però che siamo a Livorno dal 18 gennaio. È certo però che siamo venuti dalla Corsica. È certo però che abbiamo fatto una visita all’ex-imperatore Napoleone all’isola d’Elba. Ma che confusione! Ecco, pur sommariamente, il racconto della nostra triste navigazione.

Che il diavolo benedica i Pulcinella!, di Mauro Gargano, Emilia Olostro Cirella e Massimo Della Valle, con tavole, splendide, di Christian Leperino, edito da Tullio Pironti. Un libro prezioso, un documento dotto, importante, interessante, semplicemente meraviglioso sotto ogni punto di vista, sin dalla elegantissima veste grafica, una finestra illuminata e illuminante su una pagina di storia, di scienza e di cultura. Cronache napoletane, scientifiche e non, dell’astronomo von Zach: così recita il sottotitolo del volume, introdotto dalla presentazione dell’astrofisico e accademico dei Lincei Giovanni F. Bignami, in cui si raccontano le avvincenti peripezie partenopee del barone Franz Xaver von Zach, autore di un carteggio composto di quarantatré lettere, ed edito qui per la prima volta, con Barnaba Oriani, direttore dell’osservatorio di Milano. Von Zach, celebre astronomo del diciannovesimo secolo, nato a Pest, cosmopolita, innamorato di Napoli, di Capodimonte, dove in quell’epoca si sta costruendo l’osservatorio, e di Mergellina, dove è ubicato il suo casino di delizie, dal cui terrazzo assiste alla restaurazione borbonica e alla tragica fine di Gioacchino Murat, è figura magnifica e sorprendente.

 

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