Libri

“Conforme alla gloria”

560_20160316145357di Gabriele Ottaviani

Sopra la testa, appesa livida come la pelle di un morto, sta questa sottile lama di pane azzimo che sarebbe Dio. Poi si ricorda di lei appesa, con la gente intorno, vicinissima e intoccabile. Lei è sacrificio. Enea ha fatto come il prete: l’ha offerta in olocausto.

Demetrio Paolin, Conforme alla gloria, Voland. Tra i candidati al più prestigioso dei premi letterari italiani c’è anche lui, e non è affatto difficile capire come mai. Umano. Troppo umano. Disumano. Qual è il confine? Qual è il discrimine fra questi termini, fra queste parole, fra questi significati, inestricabilmente legati, e non solo per la radice comune. Amburgo, la Bologna del Nord, come si suol dire. Trentuno anni fa. Rudolf. Sindacalista. Sposato. Padre. Figlio. Di un padre che gli ha lasciato in eredità una casa di famiglia. In cui trova un quadro. Inquietante. La gloria. Ma il peggio deve ancora venire. Il morto è stato nelle SS. Enea, invece, a Mauthausen c’è stato da prigioniero. È un artista. Ana, dal canto suo, è una giovane modella. Le storie si intrecciano. Vittime. Carnefici. Ricordi dolorosi, decisioni definitive. Affilato come una lama, solido, compiuto, potente.

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2 risposte a "“Conforme alla gloria”"

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