Libri

“L’ultima menzogna”

ultima-menzognadi Gabriele Ottaviani

Al momento mi trovavo in una posizione di vantaggio, Olga aveva detto che voleva stare con me. Per scoprire se era davvero così avrei dovuto tenere gli occhi aperti e osservare il suo  comportamento. Ma sarei riuscito ad accorgermi se mentiva? La verità era che ormai di Olga amavo tutto, anche i vizi e le ambiguità. «Qualsiasi cosa succeda» dissi «Olga farà le sue scelte e noi le accetteremo». Lyubim si alzò, posò la bottiglia vuota sul bracciolo e disse solo: «Vedremo», poi se ne tornò in camera. La mattina dopo io e Olga facemmo colazione da soli. «Starà bene?» domandò. «Spero di no. Magari ci ha fatto il favore di ammazzarsi». Olga mi guardò con disprezzo, io la ignorai. «È un’idea assurda quella di farlo stare qua, lo vedi o no che sta condizionando la nostra vita? Qual è il tuo piano?» «Sto cercando di usare il buonsenso, cosa che per te è impensabile, visto che sei solo capace di rispondere all’aggressività con la violenza». Feci per parlare, lei alzò una mano e continuò. «Il minimo che possiamo fare è offrire a Lyubim una via d’uscita, sta soffrendo a causa nostra e in questo momento è molto provato». «A causa nostra?» sbottai, «adesso dovrei pure sentirmi in colpa? Sei seria, Olga? Quell’uomo non è affatto fragile, è infido e falso. Ieri notte mi ha detto che…».

Giovanni Pannacci, L’ultima menzogna, Fernandel. Si legge in un attimo, ma non perché sia un libro di poco valore o facile. Niente affatto, anzi, tutto il contrario. Si è impossibilitati a smettere di voltare le pagine, una via l’altra, perché ha una prosa scintillante, che cattura inesorabilmente. Nikel è giovane e ha un passato tormentato. Lo stesso che pare avere Olga, scrittrice con cui instaura una relazione. Di questo tempo trascorso, ma che ancora lascia una scia nelle vite dei protagonisti, come un aereo in cielo, fa parte anche Lyubim, uzbeko, violento, guardia del corpo. Un triangolo di sesso e ambiguità, una storia sul potere della letteratura, una corsa ardita sul crinale che lega e insieme separa reale e immaginario. Da non perdere.

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