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“I cavalieri che non fecero l’impresa”

i-cavalieri-che-non-fecero-l-impresa-sito-220x314.jpgdi Gabriele Ottaviani

– Perché l’hai fatto?

– Perché devi fare attenzione, molta! Lei non è affatto quello che sembra, non è così dolce, una volta che ti entra nella testa ti inonda di storie e, soprattutto, non farla entrare nel cuore, questo mai, ricorda, ragazzo, questo mai!

– L’hai amata?

– Come nessun amore potrà mai essere, ma fai attenzione, ricorda, non è una donna qualunque, semplicemente non è una donna, lo sembra ma non lo è.

– Capisco.

– Forse puoi capire ma non sai. Non lo sai davvero. Però mi ha lasciato storie, storie e storie, mi sembra di impazzire a volte, l’ho tenuta solo qualche anno con me eppure era lì, è qui, sarà qui, nella testa e nel cuore. Appena vedi che ti inonda la testa, non fare come me, non trattenerla, lasciala andare. Ora vai e fatti trovare pronto, sempre!

I cavalieri che non fecero l’impresa, Fabio Izzo, Terra d’ulivi edizioni. Magnifico e geniale, verrebbe da dire, se non risultasse un po’ troppo altisonante. Ma in effetti non paiono esserci definizioni più azzeccate dopo aver letto con gioia questo romanzo che gioca con la lingua, la letteratura, la storia, il mito, la leggenda, l’ironia di un mondo che si crede tanto serio ma in realtà è solo misero e buffonesco. Sembra il palazzo di Cnosso a Creta, un labirinto vero e proprio, la trama di questo romanzo, perché a ogni angolo si pare un bivio, una possibilità, un gioco che gioco non è. L’arte, la guerra, l’amore, la storia: i grandi temi ci sono tutti, e non per far numero. Ogni cosa, qui, infatti, ha un senso. E non è così frequente. Hildebrando Aristolakis è l’ultimo discendente di una casata che, oltre ad avere evidentemente una certa avversione per i nomi semplici, intreccia la sua esistenza come la vite al palo che la sostiene col Monferrato, terra tranquilla ma solo in apparenza, di cui si chiede di conservare la memoria. La ballata di un giovane che vuole vivere la sua vita nonostante tutto sembri cospirare contro la sua serenità, un’esegesi di piccole epiche gesta e minime e comuni gioie, tra fumetti, Polonia, precariato, musica e pallone: c’è tutto questo, e molto altro ancora nel romanzo di Izzo, da non lasciarsi sfuggire.

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