Libri

“Il delitto del conte Neville”

copertinadi Gabriele Ottaviani

Sto bestemmiando, non è vero? Vorrei poter bestemmiare di più. Temo di non esserne capace.

Amélie Nothomb e il mito. Una storia d’amore. Di riferimenti. Di riscritture. Rimandi, prese di coscienza, rielaborazione. Un materiale che viene riplasmato, e dà vita a nuove forme, pur partendo da un classico contenuto. Un banchetto. Una festa d’addio. Una figlia scomparsa. Una profezia. Un destino tragico da rifuggire. Tra il decadentismo e i tragediografi dell’Ellade che fu, la scrittrice, la cui prosa è come sempre scintillante, unica, insostituibile, anche se, forse perché la leggiamo da sempre, e tanto, può suonare quasi automatica, si muove in uno spazio che è una tela bianca che colora col suo estro. Il delitto del conte Neville, Voland, traduzione di Monica Capuani. Si legge d’un fiato.

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