Cinema

“Nemiche per la pelle”

nemiche-per-la-pelle-trailer-poster-e-foto-dal-film-v2-254637-1280x720di Gabriele Ottaviani

Margherita Buy, autrice anche del soggetto del film in questione, è Lucia. Una psicoterapeuta. Trattengo a stento le risa, verrebbe da dire a voler essere cattivi citando Paola Cortellesi quando dava la voce ad Angelica, nella seconda stagione di Tutti pazzi per amore. Psicoterapeuta per animali, per giunta. Cani. Gatti. Conigli. Cavie peruviane. Chi più ne ha, più ne metta. Sarei curioso di sentire la loro opinione al riguardo… Ha una utilitaria. Veste in modo semplice, per non dire dimesso, abbinando i colori per lo più con raro daltonismo. Solo fibre naturali, non sia mai che ci sia un coriandolo di acetato prodotto da una multinazionale di indubbia protervia in mezzo al lino écru lavato a mano da donne povere e bisognose di qualche landa desolata a qualche miglio a sudest di Ulan Bator. I tacchi? Vade retro Satana. Beve latte di soia. Mangia gallette di riso. È per la scuola pubblica. È contraria alle paghette e ai cellulari per i bambini. E certo, non sia mai che dovessero essere troppo autonomi. Non cucina. Ha la statua di Anubi in casa. E mica solo quella. Un arredamento etnico e multiculturale come nemmeno le Nazioni Unite riescono a essere. È sempre in punta di forchetta. Biologica pure quella, con ogni probabilità. Ha fatto tutte le marce della pace possibili e immaginabili. Ha un cane, Gino. Che muore e risorge. Chiamarlo Lazzaro no? Anche perché non si è capito bene quanto ci abbia messo… Inoltre, ha anche una dirimpettaia. Simpatica come un’ulcera perforata. Parla di solidarietà e condivisione. Non ha figli. È stata sposata per dodici anni. Ora sta con un pittore. Giovane. Simpatico. Allegro. Divertente. Grazie a Dio, imperfetto, irresponsabile, leggero, normale. Un bel guaglione (Giampaolo Morelli). Non dà la sensazione che il suo talento col pennello si esprima precisamente in primis sulla tela, anche perché Monet era un’altra roba, siamo seri, ma il nostro senso della pudicizia è immenso come il cielo per Patty Pravo nell’ultimo Sanremo, sicché… E poi, abbiamo detto sta. Nel senso di stare insieme. Dividere la vita. Ecco, oddio… Non è che sia proprio un’impresa facile: concedeteglielo, a quel sant’uomo. La fanciulla, come dire, è abbastanza… Complicata? Irrisolta? Nevrotica? Insicura? Indecisa? Ansiosa? Vigliacca? Vagamente pazza? Altri sinonimi ne avete? Lui vorrebbe una situazione un po’ più stabile (ma non è disinteressato al cento per cento), lei nicchia. Per non dire che è terrorizzata. Occhi sbarrati come nemmeno quelli di Angela Lansbury, che già li ha belli spalancati di suo, qualora le venisse, Dio non voglia, una crisi di ipertiroidismo. Claudia Gerini, dal canto suo, è Fabiola. Un’arricchita. Si è fatta da sola. Emblema e quintessenza di un certo generone capitolino. Qualunquista. Vistosa. Ce l’ha con quelli fissati col conflitto d’interessi, tra gli altri. Probabilmente anche lo smalto per le unghie non costa meno di duemila euro a goccia. Pacchiana. Ostentatrice. Con marcato accento romano. Ha il tatto di un carro armato. Tratta male tutti. Minaccia i domestici di farli tornare a Manila seduta stante. A nuoto. E non parliamo di come si rivolge ai dipendenti della sua agenzia immobiliare. Pensa solo ai soldi. È sempre di corsa, e del resto non ha tempo da perdere: lavora, lei, mica parla coi cani come l’epigona flaccidona (la chiama così…) di San Francesco. È dura, almeno in apparenza. Ha un suv. Si fa portare le lumache e se le spalma addosso (si sa, l’elicina fa miracoli…). Sotto i quindici centimetri di tacco, per lei, le scarpe sono pantofole. Più o meno carine, ma pur sempre pantofole. Non ha figli. È sposata da otto anni. Con lo stesso uomo che prima stava con Lucia. E che ovviamente crepa al minuto cinque della pellicola, più o meno. Scoppia scoppia gli scò, scoppia scoppia gli scoppia il cuor… Lasciando alle due, che si amalgamano come l’acqua e l’olio, un’eredità particolare. Un figlio da crescere insieme. Suo figlio. Che ha sette anni. Si chiama come lui. Solo, con l’aggiunta della parolina junior. Fantasia ne abbiamo? Inoltre, il pupo è per metà cinese… Di nuovo una coppia – ma questa volta non sono fidanzate fra di loro, benché i loro gustosi battibecchi possano creare l’equivoco – al femminile in cui una delle metà è Margherita Buy, che fa la solita parte isterica con un’agilità tale da sfiorare l’automatismo, tanto che, come in Io e lei Sabrina Ferilli, in Nemiche per la pelle si lascia preferire la sua compagna, Claudia Gerini, che si diverte e diverte. Una commediola facile facile sin dal titolo, briosa, godibile, al di sopra delle aspettative quella di Luca Lucini, che ci ha abituato a lineari compitini più o meno riusciti, specie in fase di scrittura, che tocca vari temi e gioca con gli stereotipi, che in quanto tali sono per lo più beceri ed erronei, ma ha un bel messaggio, importante soprattutto nel momento in cui viene rivolto al target che ci si attende per questo film: la famiglia è dove c’è cura, e amore. Dal quattordici di aprile al cinema, per un po’ di sana e non volgare evasione.

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