Libri

“Dai un morso a chi vuoi tu”

Cover_Morso_Coppola.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Ma no, non mi sembra uno geloso». «Allora? Puzza di bruciato? Di sudore? Non si lava?» «No, era più profumato di me». «E allora, che cosa può avere che non va? Oddio, no. Non dirmi che è gay e che non l’ha ancora capito». «Sandra, calmati. Non so se è gay, non credo, ma non è questo il problema». «E allora, qual è il problema?» «È… vegano». «Cosa?» «Sì, vegano. E pure celiaco». «Vegano». «Sai che significa?» «Che non mangia carne. E allora?» «Non solo carne. Nemmeno i derivati animali, come il latte e le uova». «E questa cosa a te che problemi crea?» «Be’, ieri quando siamo arrivati al bar per l’aperitivo, ho ordinato delle patatine fritte, e lui non le ha mangiate perché è vegano». «Ma le patate che c’entrano? Mica sono derivati animali!» «È quello che ho pensato pure io, e lui ha detto che le patate nei ristoranti vengono fritte nella sugna, e la sugna contiene grassi animali». «Non ci credo». «Allora ho chiesto al cameriere se le patatine erano state fritte nella sugna e lui mi ha risposto di no». «Ok, allora perché non le ha mangiate?» «Non solo non le ha mangiate, ha litigato con il cameriere e gli ha dato del bugiardo e del cospiratore contro i vegani». «Cosa?» «Sì, si è messo a urlare contro quel povero ragazzo. Che figura!» «Oddio. Magari era solo stressato, sai il lavoro… a volte capita». «Be’, sarà, ma ci ha fatto sbattere fuori». «Come?» «Esatto. Il cameriere era il figlio del proprietario del locale, e ci ha fatto buttare fuori dal padre».

(citazione tratta dal racconto di Linda Scaffidi Una carbonara di troppo)

Dai un morso a chi vuoi tu, Booksalad, a cura di Monica Coppola. Nove racconti. Nove ricette. Nove autrici. Arianna Berna, Carlotta Borasio, Valeria Angela Conti, Monica Coppola, Miriam GhezziDesy Icardi, Sarah Iles, Francesca Mogavero e Linda Scaffidi. Un unico indispensabile protagonista. L’amore. Per sé. Per gli altri. Bello. Fragile. Tenero. Disperato. Cattivo. Vero. Beffardo. Ferito. Calpestato. Negato. Dimenticato. La gola e il cuore sono legati, appartengono a una medesima dimensione, quella dell’accoglienza, della condivisione, della speranza. Una lettura veloce, facile, piacevole, per la quale l’aggettivo gustosa è decisamente appropriato.

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