Libri

“L’allegro manicomio”

3149462di Gabriele Ottaviani

Inorgoglito, Papino cerca d’intromettersi per raccontare in prima persona l’episodio della sua riscossa ed esprimere il suo sdegno per l’esecrabile comportamento di Alfonso il Tiranno, ma Mammina è troppo infervorata per permetterglielo.

Peccato per qualche refuso di troppo e per quella terza persona del verbo essere al presente indicativo che, quando maiuscola, è scritta E’ (horribile visu!) anziché È, come deve essere: ma certo il romanzo di Lodovica San Guedoro, che rientra nella longlist del premio Strega di quest’anno, è senza ombra di dubbio molto interessante. Perché sembra provenire direttamente da un tempo antico, da una dimensione altra, aprire uno spiraglio su un mondo che non c’è più, ma che eppure esiste, perché è dentro di noi, alla base di ciò che siamo, costruisce e costituisce lo scheletro dei nostri affetti, delle nostre personalità, delle dinamiche che fanno sì che noi uomini, animali sociali per definizione, interagiamo gli uni con gli altri, tra menzogne, scaramucce, segreti, verità, affetti, battibecchi e tutti gli altri sapori della vita. Tre coppie e una località tirolese che traspare incantevole dalle pagine, una commedia umana aggraziata e piena di dettagli, finemente cesellata e ben caratterizzata: L’allegro manicomio, Felix Krull.

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2 risposte a "“L’allegro manicomio”"

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