Libri

“Notturno bizantino”

copertinaBig_96di Gabriele Ottaviani

Ma può mai essere modesta, la felicità?

Notturno bizantino, Luigi De Pascalis, La Lepre. Segnalato al Campiello. Candidato allo Strega. Un ottimo libro. De Pascalis è scrittore di chiara fama, e la sua prosa non conosce imperfezioni: ampia, raffinata, elegante, arguta, aggraziata, brillante. La storia è materia, personaggio, pretesto: per parlare dell’uomo, di noi, delle miserie umane, della solidarietà, del tempo, che tutto erode, fagocita, distrugge, dei cambiamenti, le cose, come diceva Emily Dickinson, che volano e che restano, della decadenza. Di un mondo. Di un sogno. Di una nazione. Delle relazioni tra gli individui. Della morale. La lunga fine di un impero è il sottotitolo, azzeccato, preciso, puntuale. Costantinopoli cade nel millequattrocentocinquantatré, non c’è più al mondo un impero romano: ma tutto torna, e certe dinamiche, ciclicamente, si ripetono, come il sole tornano a sorgere. Di Grecia abbandonata, per dire, in fondo ne abbiamo sentito parlare in tempi molto più recenti, no? Da non perdere.

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Una risposta a "“Notturno bizantino”"

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