Cinema

“Il cacciatore e la regina di ghiaccio”

dghw-638x425di Gabriele Ottaviani

Un’accozzaglia. Questo è Il cacciatore e la regina di ghiaccio. Già il primo film della serie non era particolarmente riuscito, ma questa sorta di prequel/spin-off, se possibile, è anche peggio. Noioso, lento, troppo lungo, stucchevole, fiacco, kitsch… Chi più ne ha più ne metta, tanto non si sbaglia, purtroppo. E danno pure l’idea di voler perseverare, santo cielo… Biancaneve è un mito, una leggenda, un simbolo, una maschera, un personaggio da fiaba, emblema allegorico, rappresentazione personificata di tante sfumature. Che qui non ci sono. Se non a livello di fotografia, di tinte sgargianti quando si inquadrano monti, fiumi, fiori e valli. Non c’è nemmeno Biancaneve, infatti. C’è la regina cattiva, la perfida e subdola Ravenna (che detta così sembra un insulto a una città, come quelli che Dante rivolgeva alla sua corrotta Firenze, che l’aveva costretto all’esilio), ovvero Charlize Theron. Che non fa molto di più di quanto ha abituato a vedere nello spot di un celebre profumo. Anzi, lì le mille tonalità dell’oro le stanno anche meglio, e la parte ha più senso, e le riesce in maniera più efficace. Era ancora più brava in quella del superalcolico, ma vabbè… C’è sua sorella, una ragazza che soffre, e quindi se ne va a governare sul gelo rapendo e assoldando sfortunati ragazzi e proibendo l’amore perché ha il cuore indurito da un dolore ingiusto, incomprensibile e insanabile. Ma non si chiama Elsa. Non c’è Olaf. Non ci sono nemmeno Serena Rossi o Serena Autieri che cantano. C’è Emily Blunt. Che fa sembrare brava Rooney Mara in Pan, ho detto tutto… C’è Chris Hemsworth. Che fa il cacciatore. Espressivo come una persiana in alluminio anodizzato. Sia detto senza offesa. Soprattutto per l’alluminio anodizzato. C’è un cumulo di caratteristi. Simpatici, ma i loro inserti suonano posticci. E poi c’è Jessica Chastain, splendida guerriera. Meno male, un’attrice vera ce l’hanno messa. Il problema è che nemmeno lei può fare il miracolo di salvare una pellicola per la quale basta un solo aggettivo. Inutile.

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