Libri

“La notte delle falene”

41NcX9YoLkL._SX332_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Il telefono squillava a vuoto, lui non rispondeva. Gli mandai un messaggio. Chiamami. A. Ci misi quella “A” perché il numero non era il mio e, vedendo quello del ristorante, come minimo Sandro avrebbe richiamato a casa. Se c’era la possibilità di fare una stronzata, di solito mio fratello non se la lasciava scappare. Riprovai a chiamarlo, ma niente. Continuavo a correre. Magari il Marcio non era così veloce, ma avevo ancora in mente quella sua faccia bianca da fantasma. Sandro non rispondeva. Gli lasciai un messaggio. «Ma dove cazzo sei, Sandro? Sono a piedi e c’è quel cazzo di maniaco che mi segue. Vedi di rispondere che sennò mi tocca chiamare a casa e se viene lui lo ammazza e non voglio parlare con lui di questa cosa. Sandro dai richiamami. Io sto arrivando alla strada vicino al curvone.» Continuai a correre, senza voltarmi. Non so quanto andai avanti, perché quel tempo sembrava interminabile. Quando mi resi conto di essere quasi arrivata alla strada, mi voltai e il Marcio non c’era più. Avrei potuto richiamare Sandro e dirgli di lasciar perdere, ma la paura non era ancora passata e l’idea di vedere arrivare l’auto di mio fratello non mi dispiaceva. Mi avvicinai alla strada, riprendendo fiato. Quando i fari dell’auto spuntarono da dietro la curva, mi sporsi sulla strada per farmi vedere. I fari rallentarono. L’auto si fermò. Ma non era quella di Sandro. Tutto avvenne in pochi minuti. È strano, ma l’ultima cosa che ricordo è un pensiero. Un appartamento che non è mai esistito. Sono lì dentro, con una tazza di tè, un vecchio divano con un libro appoggiato sopra, il mio stereo con i cd impilati per terra, una finestra con il vetro appannato.

Riccardo Bruni, La notte delle falene, Amazon Publishing. Alice è morta. Ammazzata. In una notte d’estate. Una di quelle in cui le falene mettono in scena la loro dolente danza intorno alla luce che le attrae e le uccide. Era molestata da un uomo. Morto anche lui. Per vendetta. Sono passati tanti anni. Dieci. Non sembrano poi così tanti a dire il vero, non sono un secolo, ma al tempo stesso sono una vita. È una cesura netta col passato quella che tutti gli interpreti della storia, gli attori sul palcoscenico della tragedia di Alice, hanno cercato di affrontare, elaborare, determinare. Ma non si scappa dal passato. Che sì, è passato, ma non finito. Alice è morta, ma non tace. Vuole raccontare, e raccontarsi. Enrico la amava, e ritorna. Tornano tutti, e fanno i conti. Il mistero è ancora tutto da risolvere. Un thriller? Sì, ma non solo. Niente affatto. Il genere come sempre è una riduzione: è narrativa tout court, senza confini. Un libro solido, strutturato, compiuto, avvincente, ben scritto, fluido, originale, che colpisce. Da leggere.

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2 risposte a "“La notte delle falene”"

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