Libri

“Viaggio al termine del cuore”

Viaggio al terminedi Gabriele Ottaviani

Molti dei miei momenti migliori li ho vissuti stando da solo. Ne ho anche alcuni indimenticabili con i miei genitori, una manciata di luoghi speciali, che saranno con me per sempre. E poi ho te. Ma so quanto valore dare a questo momento, so benissimo dove tenerlo dentro di me. Non aspetterò di ritrovarlo un giorno solo come un bel ricordo, perché so che sarà sempre con me. So che l’oggi, qui con te, è uno di quei grandi momenti.» Ci fermammo davanti alla chiesa dos Mártires e rammento ogni odore, ogni suono di passi intorno a noi. Rammento la facciata della chiesa che ci incorniciava e come tutto scomparve in un istante, quasi fosse improvvisamente privo di ogni rilevanza. Tiago si chinò su una Luísa che non sapeva di poter meritare le cose belle della vita e prese tra le mani il mio viso arrossato dalla camminata. Prim’ancora di arrivare a quel punto, sapevo con certezza che non sarei riuscita a sottrarmi. Sapevo che sarebbe successo e lasciai che succedesse, dimenticando tutti i miei difetti e consentendo a quel bacio di prendersi le virtù che avevo sempre negato di avere. Il sapore della sua bocca nella mia, il gusto della mia voce nella sua. Non ero mai stata baciata così a lungo, senza fretta. Nulla era più importante di quel primo riconoscimento. Non pensai se mi sarei dovuta spogliare subito dopo, per soddisfare delle aspettative, né se lui si aspettasse un qualche seguito, perché ogni rifl essione, in quell’attimo, non aveva senso. Quello era un bacio diverso dagli altri, all’interno di un tempo comune solo a noi due. So anche quanto suonino ridicole alle orecchie altrui le descrizioni dell’amore e come l’abilità di descriverle sia una dote di pochi, ma non mi interessa farlo.

Ana Casaca, Viaggio al termine del cuore, Baldini & Castoldi, traduzione a cura di Rita Desti. La vita spesso è ingiusta. E difficile. Louise è una ragazza. James poco più grande. C’è una spiaggia bellissima. Si incontrano per caso. Hanno qualcosa in comune. Un rapporto con la propria famiglia d’origine un po’ complicato. Si separano. Non si ritrovano. Finché sulle loro vite non incombe una spada di Damocle dal nome che fa paura solo a pensarci. Cancro. E la forza di lottare diventa ancora più indispensabile. Fluido, senza asperità, commovente. Un romanzo che arriva dritto al cuore.

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