Libri

“Io e Betty”

NULL044939-160x244di Gabriele Ottaviani

Il giovane lascia la stanza e cominci a dire le preghiere. Ricordi i giorni in cui lei le diceva insieme a te, la sua mano sulla tua spalla, delicata e quasi spaventata, come se temesse di romperti, come se temesse che il mondo potesse romperti. Sapeva che avresti dovuto essere forte.

Le cose non dette fra genitori e figli scavano un solco, lasciano una cicatrice, una ferita in fondo al cuore. Nonostante tutto, nonostante l’affetto che comunque c’è, nonostante l’amore. E l’elaborazione non è facile, non può esserlo. George ha una madre, Betty. Betty ha novantuno primavere sulle spalle. È malata. Non vuole aiuto. Men che meno lo desidera dal figlio. Si sta spegnendo piano piano, come una candela. Non sfreccia più nella sua Impala, non fuma più le Kent, non si trucca più per ore allo specchio, non è più in ritardo, non ha più un marito, Big George, un padre che non volendo ha fatto soffrire tanto suo figlio. Eppure è sempre lei. Con meno memoria e più fragilità e (in)sofferenza. Ha sempre voluto solo una casa con qualcosa di carino. Vive nel Missouri, a Paris. Midwest, USA. Dove il caldo è più torrido che altrove. Gioca a bridge. Ed è stata Miss Gambe, all’università. È Olive Kitteridge fuori dal Maine, Jessica Tandy in A spasso con Daisy. E a George tocca fare Morgan Freeman, anche se è più tipo da My own private Idaho. Meglio ancora da musical: uno a scelta. E la donna della sua vita, non solo per Funny girl, è Barbra Streisand: no, dico, è stata capace di inciampare nei pantaloni sul red carpet degli Oscar, come si fa a non amarla? George vive a New York. È un editor per Vanity Fair. È gay. Immagino si fosse già capito, quantomeno da alcune delle frasi precedenti. È un po’ sovrappeso. Non ha avuto un’infanzia propriamente spensierata. È abbastanza difficile averla, soprattutto quando ti senti sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato, quando vivi osservando per non guardarti dentro, quando ti nascondi dietro le battute perché dentro hai un silenzio che rimbomba e da fuori le domande ti paralizzano, quando trascorri l’intera esistenza tenendo sotto controllo ogni singolo gesto, perché potrebbe essere rivelatore, e poi non ti accorgi che lo sono quelli che non consideri, quando sai che la tua creatività nasce dalla vergogna, quando ti prendono in giro sempre e comunque, quando non fai niente di male eppure ti ritrovi a chiedere scusa perché esisti, respiri, occupi spazio davanti al muro a cui ti appiccichi sperando che ti inghiotta. È il figlio di Betty. Vuole starle accanto. E per farlo abbandona tutto. La coccola. La assiste. In certi momenti non ce la fa, ma va avanti lo stesso. Tutti gli consigliano di metterla in una casa di riposo, ma gli altri da fuori sono bravi a parlare. Non lo sanno cosa significhi per Betty quella casa. Non lo sanno quanto significhi George per Betty. E Betty per George. Non lo sanno quanto sia grande quell’amore, ora finalmente libero, che è cresciuto come un fiore in mezzo all’asfalto. Non solo Io e Betty (George Hodgman, Bollati Boringhieri, traduzione di Manuela Faimali) è scritto in un modo magnifico, prezioso, semplice, cristallino, che mescola presente e passato e non ha una smagliatura, neppure infinitesima, intrecciando fili ed emozioni senza la minima traccia di enfasi e dando vita a una trama splendente e raffinatissima, non è solo un memoir intimo e delicatissimo, ma è la miglior definizione possibile del concetto di prendersi cura. Di un altro. Di sé. Di un rapporto d’amore. George è un figlio che ama sua madre. Betty è una madre che ama suo figlio. È una dichiarazione d’amore questo libro, un ritratto splendido di un tempo, di due persone, di come sono diventate quel che sono, delle parole e soprattutto dei silenzi, dei luoghi, è esilarante, brillante e commovente fino al singhiozzo senza pudore, ogni sillaba è un gioiello. Irresistibile.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...