Libri

“Anatole”

cover225x225.jpegdi Gabriele Ottaviani

A differenza dell’interrogatorio di qualche anno prima, aveva perso l’esuberanza da ragazzino, ora era molto più titubante nel parlare.

Alabama, inizio Novecento. La diffusione della mentalità razzista in zona? Più o meno la stessa della peste in Europa nel milletrecentoquarantotto. Una pandemia, insomma, a voler essere ottimisti. John è un bambino. John Doe. Come tutti i non identificati. Come tutti quelli senza passato. Come tutti gli agenti segreti, coloro i quali debbono nascondersi o non possono rivelare la propria identità, gli ignoti, i figli di nessuno. Almeno per tradizione anglosassone. Da noi il tipo comune è il signor Rossi, in America i soggetti non identificati sono si chiamano John Doe. Jane, se donne. E John è un non identificato. È infatti un orfano. Purtroppo no, non si fa chiamare John Doe perché in realtà ha da svolgere compiti di capitale importanza che non si possono rivelare o deve lavorare nell’ombra per salvare il mondo, tra macchine di lusso e donne bellissime. È semplicemente un bambino senza mamma né papà. Nell’istituto lo chiamano Geremia, come il profeta che ha vissuto un’esistenza da incompreso per colpa di un destino beffardo e onnipotente. Nomen omen, verrebbe da dire. La madre superiora, suor Margareth, gli vuole un gran bene, si preoccupa per lui, per il suo futuro. Perché è un ragazzo intelligente, sveglio, che può diventare qualcuno. Ma è nero, e nessuno vuole adottarlo. Oltretutto il suo corpo sta sbiadendo giorno dopo giorno, per colpa della vitiligine. Tutti dunque lo trattano da reietto. Carità cristiana? Non pervenuta. Ipocrisia? Quanta se ne vuole. Ha bisogno di una buona educazione, deve avere anche lui l’opportunità di raggiungere la felicità. Suor Margareth gli procura un’istitutrice, e Geremia mostra una particolare inclinazione, in particolare per la musica. Quella però che alla suora fa venire in mente il diavolo, quel ragtime che si sprigiona protervo e pagano a un isolato di distanza dal St. Mary, ovvero fendendo l’aria a partire dalle finestre dalla casa di tolleranza. Ma evidentemente Dio a Geremia ha dato un talento, e, che siano  note diaboliche o no, diventa un jazzista di chiarissima fama. Ma poi, quando tutto sembra aver preso la giusta piega… Un thriller che si legge d’un fiato e fila via liscio come l’olio: Tom Bilotta, Anatole, WH Books.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...