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“Breve diario di frontiera”

diario frontiera-2di Gabriele Ottaviani

Migrante irregolare. È così che ti chiamano. È questo il tuo nome. Perché qui sei venuto senza invito. Era così che la gente emigrava prima della Grande Guerra, senza visti, liberamente. Ma da allora molta acqua è passata sotto i ponti e quasi tutti si sono dimenticati di quella storia. E se credi che basti raccontarla per estorcere la compassione o la tolleranza del Paese ospitante, ti sbagli di grosso: perché allora oltre che migrante irregolare verrai considerato anche un migrante irregolare pieno di boria.

Cos’è una frontiera, se non un non-luogo di passaggio? È una linea tracciata su carta, è un confine da controllare, proteggere, presidiare, salvaguardare, è l’altra faccia di un muro, il lato B di una rete in cui si cercano smagliature per attraversare e arrivare al mondo di fuori, oltre-i-confini. La Grecia è l’occidente, l’Albania un paese del blocco comunista, guidato da Hoxha, un dittatore troppo dittatore anche per i dittatori. Tutti vogliono andarsene. Ma c’è chi non può. C’è chi va in barca, chi con il camion, chi nascosto, chi con mezzi di fortuna, chi a piedi. Gli aerei solcano il cielo, ma non sono per loro. Loro che hanno nel cuore la speranza, il sogno. E addosso la miseria. Ci sono due voci in questo romanzo, quella di chi va e quella di chi resta, amalgamate benissimo e senza retorica. Una riflessione amara, commovente, che ribalta molti pregiudizi. Un diario, perché Gazmend Kapllani, l’autore, a ventiquattro anni, nel gennaio del millenovecentonovantuno ha raggiunto la terra di Aristofane a piedi insieme ad altri migranti come lui. una narrazione sul tempo, sul passato, sul futuro, su vagheggiamento, delusione e fantasia. Un’istantanea vivida, ricca di personaggi credibili e frasi che fanno effetto, che racconta la violenza e lo sbigottimento, l’inganno dell’apparenza, mediata anche dalla televisione, la forza di un amore per la propria terra che è impregnato di odio per quello che è diventata. Un reportage ironico, spassionato, brillante, leggero, divertente, smaliziato, arguto, delicatamente dolente. Breve diario di frontiera, tradotto da Maurizio De Rosa, Del Vecchio editore. Da leggere.

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