Libri

“Ziggy Stardust”

ziggy-cmykdi Gabriele Ottaviani

La propensione britannica per il camp, quella stessa che permetteva alla drag queen Danny La Rue di essere una star televisiva e a Quentin Crisp di pubblicare il suo magnifico memoriale The Naked Civil Servant, uscito nel 1968, quasi in sincrono con la depenalizzazione dell’omosessualità, avvenuta nel 1967, agiva anche nelle vicende di Ziggy. Bowie poteva giocare con elementi che fino a pochi anni prima sarebbe stato impensabile utilizzare, ma i suoi abiti e il make-up dividevano comunque a metà l’opinione pubblica. Come aveva già spiegato molto bene il sacerdote dell’oscurità Anton LaVey nella sua fortunata Bibbia di Satana, destinata a un largo successo negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta, per uno scandalo ben riuscito ci vuole un decimo di oltraggio e nove parti di showbiz: il progetto Ziggy andava esattamente in questa direzione. Nel 1971 Bowie era comparso insieme a Mick Ronson in un concerto del Gay Liberation Front. Il 17 giugno 1972 Mick Rock, celebre fotografo che ha raccontato le icone della musica, realizzò uno scatto destinato a fare epoca, con il cantante che mima una fellatio alla chitarra di Ronson, mentre quello si scatena in virtuosismi sempre più aguzzi. In America, durante il primo lungo tour, ci furono episodi di omofobia evidente: minacce perfino, in luoghi dove vinceva il pensiero conservatore. Bowie però lo aveva detto e ribadito tante volte: «Non sono portato a essere un simbolo per nessuno, agisco da solo e rappresento me stesso». Su questo era sempre stato categorico, a partire da quando il suo antico manager Kenneth Pitt gli aveva proposto il tema. Eppure fu un’icona, eccome, in quel momento, e lo fu per moltissimi. Basti portare come esempio una celebre dichiarazione di Tom Robinson, icona omosessuale dei tardi anni Settanta, e attivista, noto ovunque per la sua celebre Glad To Be Gay, intonata in manifestazioni e parate (come non è evidentemente accaduto alla meno esplicita e più immaginifica Suffragette City).

Luca Scarlini, Ziggy Stardust – La vera natura dei sogni, Add editore. Un mito. Una leggenda. Della musica, e non solo. Dell’arte, in generale. Un punto di riferimento, per alcuni. Un’icona di bellezza per altri. Di trasgressione, per altri ancora. Un emblema di libertà. Un talento sopraffino, indiscutibilmente. David Bowie. È morto da poco. Ma per molti non morirà mai. L’arte non teme il tempo, sopravvive. Nei ricordi, nelle testimonianze. Effimera e implpabile, ma persistente. Il libro di Luca Scarlini è un saggio e una biografia, una esegesi e un catalogo, un’analisi, un diario, una parentesi di condivisione: perché l’immaginario, proprio perché collettivo, ci appartiene, ci lega tutti, ci definisce. Interessante, agile, ben scritto, piacevolissimo e dolcemente malinconico.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...