Libri

“Non adesso, per favore”

Cover_NON_ADESSO_02di Gabriele Ottaviani

Il rumore inalterato della campagna è tanto uguale a se stesso da somigliare al silenzio. Sono tiepidi i raggi di Miglianico, a volte si scaldano dopo pranzo ma dura un niente. Sulla collina, accanto al campanile del Duomo, i pini formano una linea obliqua. In lontananza si intravede un campo da golf e una schiera di cipressi, un fazzoletto scuro poggiato sulla pianura pastello. Tutto tace, anche l’odore del mare, troppo distante per farsi annusare. Se chiudo gli occhi, la luce dentro le palpebre è una lama fluorescente che si trasforma in buio striato di rosso. L’anziana, in sala, non sa quale tasto premere per cambiare canale. Le grido di aspettarmi, non capisce, mi chiama, mi chiama, mi chiama e mi costringe ad aprire gli occhi e a raggiungerla. Entro in casa insieme al ronzio delle macchine lungo l’Ancona-Bari. Giostro col telecomando; sullo schermo appare una cinquantenne platinata che parla di cosa è bene portare in vacanza e cosa è bene lasciare a casa. Siediti vicino a me. No nonna, non mi va. Siediti per favore. No nonna, grazie. Stiamo un po’ insieme. Non voglio sedermi. Siediti giusto un attimo. Magari dopo. Perché non ti siedi mai? Oltrepasso l’anziana per rinchiudermi in camera. Sono trascorsi ventidue giorni dal nostro arrivo e la puzza della nonna si è estesa in ogni centimetro di questo sarcofago. Semmai ripartirà per il suo ripostiglio fra le montagne abruzzesi dovremo ritinteggiare le pareti e bruciare il materasso. Ho chiamato Stefania per chiederle altri giorni. Non ha fatto storie, anzi, mi ha detto che data la situazione posso restare insieme ai miei tutto il tempo che voglio; lei capisce, lei ci pensa di continuo, lei è dispiaciuta, lei prega per noi. Quando succederà di tornare? Non sono mai stata brava con le attese. Da piccola aspettavo che i miei rientrassero dal negozio pianificando ogni minuto che mi separava da loro. Un’ora per i compiti, circa due davanti a un film (che data la mia avversità per l’azzardo poteva essere solo Mary Poppins) e l’ultima la impiegavo a rovistare nei cassetti della loro stanza, dentro gli armadi e nel ripostiglio in sala. Se avanzava del tempo sentivo i minuti congelarsi in un infinito senza margini e avevo paura, paura che i miei non rincasassero, che di colpo decidessero che sì, la vita di famiglia li aveva stancati e che no, non mi avrebbero più rivisto.

Si è sentita a decine e decine di chilometri di distanza, anche a Roma, quell’onda di calore e morte: erano le tre e trentadue della notte del sei di aprile del duemilanove, quando c’è stato il terremoto che ha sventrato L’Aquila, quando tutto ha tremato, quando tutto è crollato, quando tanta gente moriva e qualche maledetto, ce lo hanno raccontato le intercettazioni delle forze dell’ordine, rideva, pregustando quanto avrebbe potuto rubare grazie agli appalti. C’era anche Annalisa, la protagonista di Non adesso, per favore, romanzo di Annalisa De Simone, edito da Marsilio: una ragazza che ha lasciato il suo capoluogo natale per la metropoli, una ragazza che ha fatto delle scelte, che vuole essere scrittrice, che ama e ha paura, che è costretta a sfollare e a convivere con una famiglia che non la capisce fino in fondo. Un libro crudo e doloroso come una ferita, ma bellissimo. Si legge d’un fiato.

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