Libri

“Urli, mormorii, silenzi”

2913517di Gabriele Ottaviani

Rigoletto è padre amorevole e “comprensivo” finché la figlia si mostra docile, esclusivo oggetto del suo attaccamento, esposto al conflitto fra esibizione di tenerezza e sopraffazione con cui esercita la patria potestas.

Che cos’è la voce se non il più immediato dei biglietti da visita, persino quando lascia spazio al suo contrario, ossia il mutismo, il tacere? Caratterizza in maniera inequivocabile ogni individuo, e per quanto la parodia, l’eco e la riproduzione possano essere accurate comunque resta unica, inconfondibile, distinguibile, imparagonabile. E cos’è il teatro se non l’arte della voce, del saperla porgere, del declamare le parole scritte in modo che abbiano vita, che arrivino alle orecchie delle altre persone, che raccontino una storia, quella che l’autore ha scelto di trattare? Attraverso la voce si capisce la provenienza geografica, si può avere contezza del livello di istruzione, dell’appartenenza, dell’identità: attraverso la voce si dialoga. Il volume di Sonia Arienta, per Carocci, indaga il dialogo attraverso lo scritto, le voci dei personaggi cui autori come Dickens, Verdi e Hugo hanno messo in bocca le parole, riflettendo sul senso stesso dell’idea di comunicazione. Urli, mormorii, silenzi – Sociologia della voce nel teatro musicale e nel romanzo dell’Ottocento: interessante.

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