Libri

“Il cuore girevole”

51HCGoINySL._SX348_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Avevamo deciso di odiarlo. Non gli lasciammo nessuna speranza.

[…]

Pensa un po’, essere un tale codardo e non saperlo nemmeno. Pensa un po’, di punto in bianco sentirsi così inutile.

[…]

E io sono qui, un orfanello sconsolato, con la paura che mi cresce dentro come una nave che imbarca acqua.

[…]

Non sono sicuro di quale sarà la mai forma autentica. Non lo scoprirò finché non avrò trucidato tutti i miei demoni.

[…]

Il futuro è un amante insensibile.

[…]

Cosa importa se non l’amore?

Irlanda, campagna, crisi. Scoppia la bolla, e chi si è visto si è visto. Le verdi colline straboccano di villette a schiera che nessuno compra, e tra contributi mai pagati e imbrogli di vario genere affiora come sasso nel fango la vera natura degli uomini e delle donne. Il rispetto. La solidarietà. La dignità. L’onestà. Il lavoro. La furberia. La patologia. L’amore. Il tradimento. Il fallimento. La trama delle relazioni, come una ragnatela. Il delitto. La famiglia, con tutto quel che ne consegue. C’è tutta la vita, nel bene e nel male, in Donal Ryan, Il cuore girevole, Minimum Fax, tradotto con gran brillantezza da Andrea Binelli. Scritta in un modo che definire capolavoro è estremamente riduttivo, e abrasiva come carta vetrata, la sua prosa incide nel cuore di chi legge frasi ed emozioni indimenticabili. Se tutti gli esordi letterari valessero un centesimo di questo, il mondo della letteratura sarebbe una cornucopia di delizie. Non che già non lo sia, ma ogni tanto, bisogna ametterlo, di mele bacate se ne trovano eccome, nel cesto delle prelibatezze. Bobby, struggente capomastro, lavoratore indefesso con un padre ubriacone che ha rovinato la vita alla madre, ora morta, e accanto la donna che tutti vorrebbero, Triona, non solo perché è bellissima, ma perché il suo cuore è grande come il mare, Josie che si vergogna per il figlio, Lily, incantevole prostituta che ha la grandezza lieve e tragica di Filomena Marturano, Vasya, Réaltín, Timmy, Brian, che invidia Bobby e non riesce ad accettarsi per quello che è, Trevor, che si stupisce sempre di come la madre riesca a far sembrare normale la malvagità, Bridie, che da quasi vent’anni piange la morte per annegamento del suo secondogenito, e poi Jason, Hillary, Seanie, che ha vissuto l’infanzia in una famiglia talmente allegra che li si sentiva ridere sin dalla strada, almeno a detta di Bobby, Kate, Lloyd, Rory, la piccola Millicent, Denis, Mags, Jim, Frank e, per l’appunto, Triona, che ti fa piangere fino alle lacrime: ventuno capitoli (ma ognuno è un racconto, un film), uno per voce, uno per personaggio, e ognuno aggiunge un tassello a una storia semplicemente magnifica, da cui non ci si può staccare, che si legge d’un fiato e te lo mozza. Imperdibile.

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