Libri

“Kennedy”

kennedy-600x750di Gabriele Ottaviani

Kennedy era in grado di recitare a memoria brani delle Georgiche di Virgilio, delle Mille e una notte, di Erodoto, Sancho Panza, del Nuovo Testamento, dei Riformatori tedeschi, di Adam Smith… lo stile del suo discorso inaugurale ricordava quello di Cicerone ed era un inno alla pace e alla libertà, a quel mondo “nuovo” cui bisognava essere pronti a gestire, a condividere.

[…]

Un mese prima dell’arrivo presidenziale, Adlai Stevenson, ambasciatore americano presso le Nazioni Unite e membro di spicco dell’ala liberal del Partito Democratico, era stato circondato, proprio a Dallas, da una folla adirata e violenta che arrivò addirittura a riempirlo di sputi e spintoni. Una situazione abbastanza pericolosa. Lo stesso Pierre Salinger aveva ricevuto una lettera minatoria che riguardava la visita di Kennedy a Dallas. Ma quella città non poteva essere compromessa nel suo tour. Lo scopo era proprio quello di bilanciare ed unire le forze democratiche conservatrici del Sud, e non visitare una città chiave come Dallas equivaleva ad alimentare le tensioni politiche che già spaccavano il Paese, soprattutto sulle tematiche annesse ai diritti civili. Il programma della giornata del 22 novembre 1963 era quello classico di un presidente in viaggio.

Un mito per generazioni. Un uomo fatto di luci e ombre. Come tutti. Un personaggio da film biografico. Un protagonista dell’orgia del potere. Un lungimirante precursore dei tempi. Un leader scaltro e concreto. Un cavalcatore di scandali. Un abile mediatore. Un figlio di papà con amicizie scomode e scabrose. Un donnaiolo impenitente. Un paladino dei diritti civili, indispendabili. Perché da quelli si vede il grado di progresso e civiltà di un paese. Un nume tutelare dei valori di libertà che globalmente si riconoscono all’America. La vittima di un omicidio in merito al quale non tutte le ombre, ancora, sono state dissipate, e forse non sarà mai possibile farlo. C’è persino chi ha inventato un mondo nuovo, in cui quel terribile delitto di oltre cinquant’anni fa non è mai accaduto. Una leggenda. Tutto questo, e forse ancora non basta per descrivere una persona il cui nome è condensato in uno degli acronimi più celebri della storia. JFK. John Fitzgerald Kennedy. Il giovane presidente democratico, cattolico e irlandese che succedette ad Eisenhower, gestì la crisi con Cuba che sembrava ad alcuni preludere a una nuova guerra planetaria, batté Nixon, fu amico di Sinatra e amò Marilyn Monroe. Kennedy – Un socialista alla Casa Bianca, Santi Cautela, Historica è un libro nuovo e interessante, che ne tratteggia puntualmente la figura e fa pensare.

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