Teatro

“La gabbianella e il gatto”

420610_3076642873036_1172660179_33236628_927825084_ndi Gabriele Ottaviani

Kengah, stremata dal volo e avvelenata dal petrolio che le ha impregnato le piume mentre pescava un’aringa, riesce con le sue ultime forze a deporre un uovo, e a strappare a Zorba, il gatto nero del porto di Amburgo, un nome di un certo peso nel suo ambiente, tre promesse: che non mangerà l’uovo, che si prenderà cura del pulcino e che gli insegnerà a volare… Tratto da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, meravigliosa fiaba moderna di Luis Sepùlveda, La gabbianella e il gatto, in scena in questi giorni al Teatro Vascello di Roma, tradotto e adattato magnificamente da Manuela Kustermann, diretto da Maurizio Lombardi e interpretato in stato di grazia da una compagine di giovani e validissimi attori formata da Valentina Bonci, Isabella Carle, Matteo Di Girolamo, Marco Ferrari, Chiara Mancuso, Valerio Russo, Pierfrancesco Scannavino e Maya Vassallo, è uno di quegli spettacoli di cui si ha bisogno. Commuove, emoziona, incanta. I bambini ridono di gusto, ai grandi scappa la lacrima. Come è giusto che sia. Suggestive le scene, bellissimi i costumi, divertenti le canzoni: le musiche sono originali, i ragazzi si esibiscono dal vivo, e tutti quanti danno prova – è un saggio difficile ma più che riuscito – di cosa significhi essere attore, di quali e quante siano le abilità richieste, e che loro, evidentemente, posseggono. Ironico, allegro, delicato, profondo, rielabora il testo, già di per sé validissimo, e in maniera gioiosa e giocosa, ma significativa, valorizza ulteriormente i punti di forza del suo messaggio. La necessaria cura dell’ambiente. La protervia degli umani nei confronti della natura, di cui si ritengono padroni assoluti. La solidarietà universale, che va oltre ogni genere di barriera, compresa quella comunicativa, perché si parla con l’anima prima che con le norme della lingua. L’arricchimento che deriva dalla diversità. Il coraggio di essere chi si è. In scena fino al sei gennaio, ma ci sarà anche una matinèe giovedì dieci marzo, è da non perdere.

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