Libri

“Beirut, la notte”

beirut_la_nottedi Gabriele Ottaviani

Questa notte, tuttavia, con la facciata esterna ricoperta da una pelle di fosforo, gli sembra avviluppata di tristezza.

Diane Mazloum, Beirut, la notte, Gremese. Traduzione di Carlo Floris. I due veri protagonisti del romanzo sono nel titolo: la città e il lasso temporale in cui si verificano gli eventi decisivi, l’unità che racchiude l’azione drammatica e che rispecchia col buio e le luci artificiali la complessità dei sentimenti delle persone che abitano il luogo, le loro reazioni, spesso tutt’altro che spontanee. Ogni anima è sola, in fondo inconoscibile, oscura agli altri, gravida di mistero e di tensioni. La scrittrice, con uno stile sensuale e ammaliante, ampio ed elegante, racconta le storie di sei ragazzi, giovani uomini e donne, che si incontrano, evitano e scontrano sul filo del rasoio, tra i due estremi di amore e morte, nell’arco di poche ore, mentre una metropoli, una capitale, Beirut, multietnica e cosmopolita per tradizione, piena di storia, ricordi della guerra, paure contemporanee, contraddizioni e confessioni religiose che spesso si rapportano reciprocamente con astio, si prepara a un evento, non ordinario ma nemmeno consueto. Si legge avidamente.

 

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