Libri

“Sul soffitto”

14422481822391-Sul soffitto CHEVILLARDdi Gabriele Ottaviani

Vero è, tuttavia, che mi piacerebbe attirare Méline sul soffitto. Le nostre dita si sfiorano a mezz’altezza, si intrecciano talvolta, lei è leggera come l’acqua che si attinge per appagare la sete, la isserò fino a me senza sforzo – e poi dopo? metter su famiglia? Rinchiudermi con lei in questo rapporto doppiamente egoistico, più esclusivo del cerchio, a cui si riduce l’attaccamento amoroso?…

Éric Chevillard, Sul soffitto, Del Vecchio, tradotto da Gianmaria Finardi. Porsi delle domande è sempre un bene, così come comunicare e muoversi, ma spesso andando dinamicamente per il mondo si finisce per dover notare che non cambia solo il paesaggio, ma il mondo stesso. Se il termine non risultasse troppo kafkiano si potrebbe parlare di metamorfosi, ma in effetti non è che lo scrittore del Processo abbia una sorta di primogenitura o possa rivendicare a buon titolo una sorta di diritto di uso esclusivo del termine, e dunque usiamolo pure tranquillamente. Sono personaggi molto ben caratterizzati dalla prosa elegante e curata quelli che si incontrano e mutano nel corso dell’agile e leggibilissimo romanzo di Chevillard, che hanno scelto la sommità capovolta, nemmeno fossero pipistrelli, come luogo dove cercare equilibrio, senso e risposte ai grandi perché che li condizionano. Sulla vita, la felicità e l’amore, in primis. E a partire da lì le conseguenze sono immediate. Da leggere.

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