Libri

“Il Saltozoppo”

9788807031649_quarta.jpg.155x245_q100Riceviamo da Giuseppe Mario Tripodi, autore di cui abbiamo parlato in più occasioni, e pubblichiamo il presente contributo, ringraziandolo per l’attenzione, la collaborazione e la partecipazione – La Redazione di Convenzionali

Nel nuovo romanzo di Gioacchino Criaco la geografia letteraria è, grosso modo, la stessa di Anime nere e si dipana in omerici vai-e-vieni tra l’Aspromonte meridionale e Milano.

Nel persistente grande traffico di polvere bianca, che irrompe ad un certo punto nella narrazione e ne accompagna il finale di partita, i cartelli sudamericani sono qui sostituiti dal ‘continente’ Cina; da lì, assieme a merci e prodotti non sempre di poco valore, arrivano nel capoluogo lombardo quintali di cocaina negoziati dalla potentissima mafia cinese.

Ma ne Il saltozoppo, rispetto alle Anime nere, la struttura si articola in una polifonia di voci narranti che, come gli archi nella ‘fuga’ di un concerto grosso barocco, si inseguono riprendendo e facendo avanzare gli inserti narrativi.

Sicché i personaggi arricchiscono la ‘fabula’ dei loro vissuti e dei loro ‘sguardi sulla vita’. Sembrano i ‘tre-quarti’ di una squadra di rugby che giocano con le mani: chi riceve deve stare sempre un passo indietro e, prima di passare a sua volta, deve sopravanzare anche di poco chi si dispone ad accogliere l’ovale.

La spirale del racconto coinvolge due ‘partiti’ insidiati in borghi aspromonatni limitrofi.

Gli abitanti di Ascruthia, i Lupi, appartengono per lo più alla famiglia Dominici e sono gli eredi di popolazioni aspromontane autoctone che, nel Cinquecento, al seguito del Supremo (Carlo V o Felipe Segundo?) “… avevano fatto scorrere e versato il sangue per fermare l’avanzata degli dei pagani” (13).

Gli abitanti di Coraci, le Aquile, provengono invece dall’Albania ed erano stati soldati di ventura al soldo degli aragonesi; e Maso il Sanguinario, che per ordine di re Alfonso aveva tentato di espugnare Ascruthia, non riuscendo nell’impresa “se ne era ripartito lasciando le sue uova di cuculo dentro il nido dell’Aspromonte: i coracini, con Elon Therrime alla loro guida” (15).

La lotta procede naturalmente con alterne vicende e, quasi fosse come la lava di un vulcano, ha momenti di piena e momenti di magra.

Il Saltozoppo racconta il tratto di conflitto che riguarda la seconda metà del Novecento quando, per una alluvione che sembrava non dover finire e che aveva distrutto i due abitati, i capitani dei due eserciti, Silvestro Dominici e Alfonso Therrime (nomi e cognomi che si accavallano e si succedono da un secolo all’altro), sono costretti ad una tregua.

Sicché le due popolazioni discendono la valle dell’Ellaro diretti ad oriente e, quando la fiumara si allarga in prossimità del mare, lì piazzano le loro tende e fondano una nuova città destinata ad essere il teatro della storia raccontata da Criaco.

I due gruppi non sono equivalenti dal punto di vista morale e lo scrittore non è equidistante tra di loro, se non altro per motivi onomastici.

I Dominici sono anarchici,  “superiores non recognoscent”, e sempre dalla parte dei deboli: “Si parlava di giustizia da ristabilire e di lotta contro il potere, e noi Dominici eravamo gli eroi di questa storia” (108).

“Fosse stato per i padroni, qui la gente avrebbe continuato a mangiare cani” dice Silvestro Dominici, il nonno del protagonista (101), prima di insegnargli l’imperativo categorico della genia:

“Ogni uomo ha un territorio … dentro ci sta da solo, con la famiglia, con il clan. Ne è il padrone assoluto. Con chi lo invade può comportarsi come meglio crede. E un uomo e un popolo che non sono in grado di difendere il proprio territorio, cessano di essere tali” (103).

Gli altri, le Aquile dei Therrime, sono invece quasi tutti ‘’ndranghetisti” e usano la loro forza per arricchirsi: “… la ‘ndrangheta non era né più e né meno che una forza di polizia, creata per controllare dall’interno una popolazione e un territorio complicati e restii alle regole di fuori. Un traditore del proprio popolo, un’organizzazione forte con i deboli e alleata dei potenti … Un esercito imbattibile nell’arte della tragedia … sceglievano chi non sarebbe sopravvissuto e mandavano altri sul palcoscenico a lordarsi le mani di sangue, trasformandoli in carnefici e vittime dei raggiri che ordivano” (108).

Lentamente però, nel deserto in cui che i due eserciti e i loro generali combattono guerre senza quartiere o gestiscono l’ordinaria amministrazione di paci armate, fiorisce e cresce, tra contrasti di non poco conto e improvvisi colpi di scena, l’amore tra l’ultimo dei Dominici, Julièn, e la ninfa Agnese Therrime.

La nascita di due figli maschi della coppia, che riassumono persino nei nomi ‘Silvestro’ e ‘Alfonso’ i capitani omonimi che hanno guidati gli opposti eserciti nei secolari duelli, sembra aprire scenari diversi e più fausti del finale disperato del film di Munzi.

Ma qui il diagramma di flusso della presenza femminile sembra fatto di altra pasta:  le anziane e benevole matriarche Donna Vittoria Dominici e Nonna Caterina Therrime non cessano di scambiarsi “parole … che si intrecciavano, costruendo una scala di corda che si arrampicava attraverso gli anni passati, risaliva il tempo di decenni e poi di secoli” (34) mentre all’orizzonte incombono  le nubi nerastre dell’imminente faida (la ‘peste’, in cui ogni vittima è stato prima o è in potenza untore), alle mamme di Julien e Agnese, vittima incolpevole la prima e vedova alla disperata ricerca di vie di fuga per i figli orfani la seconda, accomunate dall’estraneità alla violenza dei ‘maschi dominanti’; ad Agnese, vera eroina dell’epopea, che riesce a riassumere in sé e a pacificare, quasi dialetticamente, le storie delle due contrapposte genie.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...