Libri

“Gli anni”

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A vederla sulla foto, una bella ragazza solida, non si sospetterebbe mai che la sua più grande paura sia la follia. Per salvaguardarsene, almeno per il momento, non le viene in mente altro che la scrittura, forse un uomo. Ha iniziato un romanzo in cui si alternano le immagini del passato e quelle del presente, i sogni notturni e le fantasticherie sul futuro, il tutto in un «io» che è il doppio dissaldato di se stessa. È sicura di non avere alcuna «personalità». Non c’è nessun rapporto tra la sua vita e la Storia, tuttavia le tracce di quest’ultima sono già strettamente collegate a sensazioni personali, il freddo grigiore di un mese di marzo – sciopero dei minatori –, l’umidità di un fine settimana di Pentecoste – morte di Giovanni XXIII –, la frase di un amico «tra due giorni scoppia un’altra guerra mondiale» – la crisi di Cuba –, la coincidenza tra una notte passata a un ballo dell’Unef e il colpo di stato dei generali, Salan, Challe eccetera. Il tempo degli eventi non le appartiene, e men che meno quello dei fatti di cronaca, detesta le notizie tappabuchi; il suo tempo è fatto a sua immagine. Solo pochi mesi dopo, per via di un ritardo del ciclo di otto settimane, l’assassinio di Kennedy a Dallas la lascerà più indifferente di quanto non avesse fatto la morte di Marilyn Monroe l’estate prima.

Annie Ernaux, Gli anni, L’Orma (traduzione di Lorenzo Flabbi): ovvero, l’importanza della memoria condivisa, e il racconto di come essa si costruisca passo dopo passo, giorno dopo giorno, avvenimento dopo avvenimento, attraverso il comune riconoscersi di chi ha vissuto nello stesso tempo le medesime emozioni. Il tempo è estensione e durata, sosteneva Bergson, e il ricordo altro non è che il lungo sentiero del sedimentarsi delle nostre esperienze: non lesinando dettagli della propria autobiografia, ma in realtà raggiungendo un livello di impersonalità tale per cui ognuno che si ritrovi ad ascoltare di episodi che in varia maniera ha vissuto arriva a ritrovarsi, l’autrice riesce a fare in modo che il patrimonio di emozioni di intere generazioni non si disperda. Dalla Liberazione al Sessantotto fino a François Mitterrand, la Ernaux edifica tassello dopo tassello un mosaico che sancisce in assoluto ancora una volta la verità del dogma per cui la vita e il suo naturale termine, come la morte e l’amore, sono legati indissolubilmente, e riguardano sia i singoli che la Storia. Da non perdere.

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Una risposta a "“Gli anni”"

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