Cinema

“Self/less”

selflessdi Gabriele Ottaviani

Ad avere più tempo… Se il corpo non si corrompesse quando ancora la mente è lucida, e si potesse continuare a operare per il bene… Damian Hale ha costruito un impero dal nulla, vive in una reggia – è anche riduttivo definirla così… – con vista su Central Park, ha un pessimo rapporto con una figlia che comunque ama e metastasi ovunque. Ma c’è qualcuno che può risolvere il problema, una nuova tecnologia: e lui si incarnerà nel corpo di un altro, un giovane atletico. Costruito in laboratorio, dicono. Dilemmi etici, deliri di onnipotenza, potere del denaro, difficoltà nell’affrontare il tema del viaggio senza ritorno, la vita in tutte le sue sfaccettature: scrittura di matrice europea – e si vede… – e buona regia per un thriller sci-fi pienamente a fuoco nell’ambito del genere di appartenenza. I centodiciassette minuti di Self/less scivolano via piacevolmente, e il cast, su tutti Ben Kingsley e Ryan Reynolds, funziona.

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