tuscia film festival

“I nostri ragazzi”

imagesdi Gabriele Ottaviani

Paolo è un pediatra del Policlinico Umberto I di Roma, amorevole e professionale. Sofia ha partorito da poco, ed è la seconda moglie di Massimo, il fratello di Paolo. Massimo ha una figlia adolescente, Benedetta, cui, anziché il motorino, ha appena regalato dodicimila euro di macchinetta da cinquanta centimetri cubici di cilindrata. D’altronde, è una che alle versioni di latino prende otto e mezzo, mica cinque meno meno… Benedetta è stata cresciuta da Massimo e Sofia, che ogni tanto le scrocca una sigaretta, perché la sua mamma biologica è morta a trent’anni. Massimo fa l’avvocato, e spesso gli capita di difendere dei delinquenti della peggior specie. E Paolo non manca di farglielo notare. Clara è la moglie di Paolo, fa la guida turistica. Clara e Paolo hanno un figlio, Michele, della stessa età della cugina. E i due ragazzi si frequentano spesso. Lui è un po’ timido e sembra avere qualche cruccio, lei lo trascina a godersi qualche goccia in più di adolescenza. Vanno anche alla stessa scuola, il Cavour di Via Vittorino da Feltre. Clara detesta Sofia, la chiama Barbie, non ama l’ostentazione – almeno, lei la ritiene tale – di denaro dei cognati, lo studio legale di lui, il loro appartamento megagalattico in Viale Bruno Buozzi, ai Parioli (lei e Paolo però abitano in un più che confortevole, caldo e accogliente plurilocale, con tanto di copia del Cacciatore di aquiloni in bella mostra in libreria, a Via Cola di Rienzo, mica in una banlieue, sia chiaro…), il celebre ristorante di Via Zanardelli dove vanno a mangiare tutti e quattro una volta al mese, e il capocameriere dal mignolo vezzoso propina loro persino del formaggio francese aromatizzato al carbone, eccetera eccetera eccetera. Clara è più semplice, anche se quando va al mercato se le viene voglia di astice se lo compra, ma poi per buttarlo nell’acqua bollente affinché diventi sugo per linguine ha bisogno dell’aiuto del figlio, perché vederlo muovere le chele le fa impressione: le piace tantissimo, per esempio, ogni mercoledì sera, piazzarsi davanti al televisore con la cena sul tavolino, di fronte a Chi l’ha visto?. E una sera, un filmato le sconvolge la vita… Paolo è Luigi Lo Cascio, Sofia Barbora Bobulova, Massimo Alessandro Gassmann, Benedetta Rosabell Laurenti Sellers (ormai abbonata al ruolo di figlia di Gassmann, dopo le prime due stagioni della migliore fiction Rai degli ultimi anni, Una grande famiglia, non a caso a firma della premiata ditta Cotroneo – Rametta – Bises), Michele Jacopo Olmo Antinori, Clara Giovanna Mezzogiorno: tutti davvero bravi. Ma il cast è nutrito e pieno di professionisti, come per esempio Lidia Vitale e Roberto Accornero, e non finisce qui. Le certezze, la morale, spesso mutevole, in base alla convenienza, il concetto stesso di errore, e di onestà, quanto siamo disposti a perdonare agli altri e a noi stessi, quanto ci conosciamo davvero, cosa siamo diventati, se pronti o no a giustificare anche l’ingiustificabile in nome di qualcos’altro che pare più importante, a noi, ai nostri egoismi che ci condizionano l’esistenza a cui siamo affezionati: questi e altri temi sono al centro del bel film di Ivano De Matteo, I nostri ragazzi, asciutto, doloroso, inquietante, teso, con un finale che mozza letteralmente il fiato in gola, proiettato ieri in Piazza San Lorenzo a Viterbo alla presenza di Lo Cascio, nel corso della quarta serata del Tuscia Film Festival, che dà invece oggi appuntamento al suo pubblico con la pellicola vincitrice della sua sezione alla festa del cinema di Roma dell’anno passato, Fino a qui tutto bene, di Roan Johnson, storia fresca e divertente di un gruppo di universitari alle prese col definitivo salto nella vita adulta, con Alessio Vassallo, Isabella Ragonese, Paolo Cioni, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla, Marco Teti e Melissa Bartolini.

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