Libri

“La porta stretta”

Curi_Maggiorenni NCI cop.di Gabriele Ottaviani

Ma l’inseparabilità fra le opposte modalità di cor-rispondere alla chiamata di una voce, e dunque la connessione fra responsabilità e irresponsabilità, fra obbedienza e disobbedienza, trova una importante conferma nel riferimento ad almeno altre due figure, appartenenti in questo caso non al mondo ebraico, ma a quello greco classico. Nei testi a cui sono consegnate queste figure (rispettivamente, il Critone platonico e l’Antigone di Sofocle), per descrivere il comportamento dei protagonisti, entrambi in modi diversi dis-obbedienti, indisponibili a prestare ascolto a una voce, solo perché assorti nell’ascoltarne un’altra, compare lo stesso verbo per designare il loro atteggiamento. Al richiamo del prediletto allievo Critone, il quale gli addita la porta della prigione spalancata dalla quale fuggire, Socrate parakoúei, «non ascolta», disobbedisce. Ad altra «voce», all’ammonimento di altra chiamata, egli non può sottrarsi. Socrate non rinuncia a obbedire al richiamo di quelle leggi che lo hanno allevato e nutrito e ai quali non può non prestare ascolto. L’obbedienza ai nómoi implica la disobbedienza al richiamo di Critone. Questi domanda al suo maestro di péithomai, altro modo per dire «obbedire». Ma Socrate decide di non rispondere all’invito dell’allievo, perché – all’opposto – si sente responsabile nei confronti delle leggi della sua città. Anche in questo caso, dunque, responsabilità e irresponsabilità si presentano come indissolubili.

Diventare maggiorenni. Responsabili. Autosufficienti. Indipendenti. Bisognosi di rispondere solo a sé. Ma spesso tutto si risolve in una giustificazione scolastica da poter firmare senza renderne conto a nessuno. Quantomeno, in certi casi. La porta stretta di Umberto Curi, filosofo e docente universitario padovano di chiara fama, è uno splendido saggio pubblicato da Bollati Boringhieri, che ha una caratteristica che vale sempre la pena di sottolineare in testi di questo tipo: è divulgativo. Ossia è facile, si fa capire, è fluido, si spiega, non ha un tono da sermone né da cattedratico col dito puntato dinnanzi alla massa incolta che deve vergognarsi della propria ignoranza e bearsi della buona sorte di aver ricevuto in dono la sapienza instillata dal pulpito. Si legge come un romanzo, ed è un viaggio nella storia e nella letteratura, tra dolore, coraggio e conflitto, ubbidienza e ribellione, da Cristo a Bartleby, con la sua risposta ormai archetipica, I would prefer not toPreferirei di no, passando da Socrate e giungendo a Kant. Bellissimo.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...