Libri

“Semplicemente Gutiérrez”

5620335_317088di Gabriele Ottaviani

Domenica Gutiérrez ha lavorato fino a mezzanotte. La domenica è il settimo giorno della settimana. Un giorno sacro. Fu il giorno in cui il Dio della Bibbia “si riposò da tutta l’opera che aveva creato e fatto”. Gutiérrez, il quale si sente un creatore anche lui (sebbene non della magnificenza di Dio), non ha un giorno prefissato per riposarsi.

Semplicemente Gutiérrez (Vicente Battista, Voland, traduzione di Marika Marianello) si inserisce a pieno titolo nelle posizioni di primo piano della graduatoria dei libri che sin dalle battute iniziali riescono, riproducendo vividamente un mondo, a trasmettere la sensazione della bellezza e della compiutezza. Non c’è retorica. Non c’è enfasi. Non c’è prosopopea. C’è solo alta letteratura. Il lettore si trova a proprio agio, può immergersi nella storia. Non c’è virtuosismo, né esercizio di stile. La trama è solida, la scrittura avvolgente e sardonica (si parla di un ghost writer che vuole finalmente il suo nome in copertina e nel frattempo cerca di scoprire quale sia il covo della setta degli insaziabili correttori di bozze, ditemi un po’ voi se non è esilarante e al tempo stesso amaro…), il ritmo ottimo. Da leggere.

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