Libri

“Le volpi pallide”

downloaddi Gabriele Ottaviani

L’umidità della terra ci balzò addosso. Il buio, le enormi foglie degli abeti, il freddo delle tombe, tutto mi sembrava lugubre. Anna rideva, si tolse le scarpe e le lanciò nell’erba. Di fronte al muro dei Federati, dove sono radunate le tombe dei combattenti della Comune, un vuoto si apriva simile a un cielo stellato. Guardai intorno a noi le forme nere disegnate dagli alberi; tutte quelle croci che squarciavano la notte mi davano i brividi. Anch’io mi tolsi le scarpe, l’erba era tiepida. Anna si avvicinò, mi baciò a lungo. Si era slacciato il vestito, e i suoi seni contro di me erano pesanti e caldi. Mi sbottonò i pantaloni, e in ginocchio mi prese il cazzo in bocca. Il cielo barcollava.

Non stupisce che abbia conquistato pubblico e critica in Francia: Yannick Haenel, di cui Clichy pubblica Le volpi pallide, tradotto da Barbara Puggelli, scrive in un modo semplicemente magnifico, che dà la sensazione al lettore di essere percorso sottopelle come da una febbre improvvisa e inesorabile. È una storia contemporanea, metropolitana quella che racconta in questo breve e scorrevolissimo romanzo, ma nello stesso momento è un’allegoria, e il racconto di un sogno, anarchico, nella fattispecie, che non può che essere destinato a svanire, a non realizzarsi, a essere distrutto, come dal risveglio, alle prime luci dell’alba.

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