Libri

“La partita”

la partitadi Gabriele Ottaviani

Il fucile è di quelli che ci si aspetta di vedere sopra un camino in pietra vicino a una testa di cervo con le corna ramificate, non che il maestro lo abbia davvero messo in quel modo, gli interessano di più vecchie racchette da tennis disposte in maniera artistica, una fissazione decisamente maschile quella di attaccare relitti del proprio hobby alle pareti.

Il tema è un grande classico: la vendita dell’anima al diavolo. Ma non c’è nulla di classico, in questo libro dalla voce narrante che squilla e ammalia: La partita (Charlotte Randall, Voland, tradotto da Monica Pesetti) è un romanzo strepitoso dal quale non ci si riesce a staccare nemmeno volendo, anche se non si capisce perché in effetti qualcuno dovrebbe volersene staccare, data la pregevolissima fattura. Il tutto di fatto avviene intorno a un campo da tennis, fulcro, come lo sono gli scacchi o in generale le competizioni sportive in tanta letteratura italiana e internazionale, metafora usatissima ma sempre efficace, se resa bene come in questo caso, della lotta fra Bene e Male: una donna disperata, pronta a tutto, e una creatura melliflua. Imperdibile.

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