Libri

“Abbacinante. Il corpo”

abbacinantedi Gabriele Ottaviani

Ricoperto dalla pelle, dalla barriera corpo-mondo, isolato dagli altri organi: alberi, palazzi e costellazioni, nonché da altri corpi di piante e di animali, il corpo acquista ora un sesso, un triplice sesso: genetico, gonadico e somatico, che scivola lentamente nel continuum maschile – femminile, verso il polo sinistro, dove statisticamente (come le farfalle che girano intorno a una lampada, in campagna, sopra al tavolo dimenticato sotto un noce) si riuniscono gli uomini, o verso quello destro, dove, sempre statisticamente, si riuniscono le donne, in uno sciame che spesso si sposta verso il centro androgino. Perché ogni farfalla fa dei giri, più ampi o più serrati, intorno all’angelo che è al centro – capelli d’oro fino in vita, seni teneri da vergine, sesso virile, forte e dolce tra le cosce, una rosa tra le dita – remando dalla coppia di cromosomi, XX o XY, avvolta nella coppia di ovari o di testicoli, avvolti nella carne del sesso di donna o di uomo, avvolti anch’essi nei capelli e negli occhi e nelle labbra e nei seni e nel timbro della voce e nel pudore e nel coraggio e nell’aggressività e nell’obbedienza e nella mitezza e nel fascino, nella fisiologia, nella psicologia, nella filosofia e nella religione delle due eterne statue umane, triplice sesso, quadruplice sesso, molteplice sesso, sesso infinito, sfumature infinite di quelle due ali, la donna e l’uomo, con cui l’animale umano si fa strada nell’amore. Da un corpo neutrale si modellava ora un corpo di uomo, chimicamente drogato, intriso di ormoni androgeni, dal prognatismo volontario delle arcate, dalle spalle più larghe, dai muscoli più forti e più grandi, dalla pelosità aspra e dalla laringe più risonante, dalla dominanza dell’emisfero sinistro, sequenziale e spaziale, dalle tendenze dominatrici ed esploratrici. Il pene e i testicoli, nella loro sacca di pelle vascolarizzata, pendevano ora molli tra le gambe del grande corpo che brillava nel buio, ma, su ordine del nervo pudibondo, potevano diventare un’arma bianca e un’arma balistica allo stesso tempo, il modello di tutte le armi che trafiggono, lacerano, lanciano proiettili, fuoco greco e vasi di pece bollente, inoculano veleno e saliva mortale, ma anche guariscono, come la lancia di Achille, poiché il dolore e il piacere sono sempre un continuum ininterrotto.

È il secondo volume di una trilogia Abbacinante. Il corpo di Mircea Cărtărescu per Voland (traduzione di Bruno Mazzoni), ed è davvero imperdibile. Siamo nella Romania dei primi anni del secondo dopoguerra, certo non il posto, con ogni probabilità, più semplice in cui vivere, ma al tempo stesso in un mondo altro, quello dell’infanzia, che senza remore e pudori crea, e trova la sua strada. Figure, sogni e suggestioni si mescolano alla paura, le creature fantastiche e la deformazione della realtà sono al tempo stesso contraltare e parte integrante di incubi e allucinazioni che ricordano le più intense pagine di Kafka: un volume semplicemente eccezionale, grottesco, allegorico, stupefacente, alchemico, con una prosa che è un viaggio insieme fantasy e noir. In una parola, imperdibile.

Standard

Una risposta a "“Abbacinante. Il corpo”"

  1. Pingback: Premio Gregor von Rezzori | Convenzionali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...