Fu nel corso di questa conversazione, alla quale tutti presero parte ma che mi vide solo ascoltatore attento, che venni a conoscenza di cose che mi erano del tutto ignote.
Qual è il limite tra ambizione e perversione, tra legittimo desiderio di fama e assenza totale di ogni scrupolo morale possibile? Dove si annida il germe del traviamento, quanto è labile il confine? Angela Nanetti, che con questo romanzo è stata finalista alla prima edizione del Premio Neri Pozza, indaga con grazia, forza e precisione questa zona d’ombra. Nell’anno del signore milleseicentoquarantaquattro Budrio non è altro che un castello, invero piuttosto antico, della città di Bologna, con alte mura, e belle, tutte d’intorno cinte da un fossato, che lo separa da una campagna ricca d’acque. Qui vivono padre Giovanni Battista Mezzetti, un frate, l’unto del Signore, e Giacomo Modanesi, un bambino prodigio, Il bambino di Budrio. Da leggere.