Teatro

“#Dellalluvione”

alluvione2di Gabriele Ottaviani

Inondazione, straripamento di acque di fiumi, di torrenti, o piovane; anche, il periodo di piogge violentissime che provoca tale fenomeno. Ma pure accumulo di detriti diversi, depositati da corsi impetuosi d’acqua nella fase in cui la corrente diminuisce di velocità, il che si manifesta soprattutto nelle anse o in prossimità della foce dei fiumi (in questa accezione, per lo più al plurale). Quelle vaganti sono solchi creati lateralmente all’alveo dai fiumi di pianura, durante le piene, quando il filo della corrente si sposta facilmente e dilaga creando nuovi canali, i quali, alla fine della piena, restano quasi senz’acqua e con un letto di detriti. A leggere il vocabolario, questo si vede scritto all’altezza del termine alluvione. Un fenomeno fisico, dunque, naturale, di ferocia dirompente, ma pure un accadimento dell’anima, uno smottamento del cuore, una piena di scorie che fa marcire ogni cosa. Come il depauperamento, l’abbrutimento e l’incultura fanno marcire interi paesi e generazioni. Metafora di un malessere che genera rabbia e desiderio di rivalsa. Speranza, e frustrazione. Elena Guerrini, intensa interprete che ha lavorato con Avati, Bertolucci e Corsicato, solo per fare qualche nome, è in scena da oggi, venti di marzo, fino al ventidue, nella splendida cornice del Teatro Due di Roma, con uno spettacolo che si intitola #Dellalluvione, e al quale non si può mancare.

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