Teatro

“Vissi per Maria”

onstage_20150227153445di Gabriele Ottaviani

Bruna ha incontrato per la prima volta Madame il diciotto di febbraio del millenovecentocinquantatre, a Milano, dove si era appena trasferita e cercava lavoro, in casa della signora, in Via Buonarroti. Le aveva detto di presentarsi lì una sua amica. Se l’è vista venire incontro sorridente, fasciata in un vestito di velluto verde con una fantasia di disegni kashmir, e sul petto aveva appuntata una spilla a forma di capriolo. Gli occhi erano di smeraldi. Certe date non si dimenticano. Bruna non può dimenticare il diciotto di febbraio. Era il compleanno della sua mamma. Che non ha visto poi più molto spesso, da quale giorno in poi, perché completamente devota alla sua signora. Che in quel diciotto di febbraio del millenovecentocinquantatre era ancora una bellezza florida. Poi non ha fatto altro che mangiare per il resto della vita un pezzetto microscopico di carne al giorno e qualche verdura. Nemmeno lessa, al vapore. Una signora esigente, ma che sa essere grata. Una donna che ha viaggiato per tutto il mondo. Bruna accoglie i suoi visitatori, si fa affidare i loro cappotti, offre il tè e i pasticcini, fa chiudere loro gli occhi e li porta in giro per la casa, e racconta la storia della sua signora. E anche la sua. Dei barboncini. Dei compiti di responsabilità che le sono stati affidati. Della fiducia. Della dimora di Sirmione in cui un venticinque di agosto le è stato chiesto di accendere il camino, e davanti a quelle fiamme, e nel giardino, con troppe bottiglie di whisky in giro per casa, si è consumata la fine di un amore e l’inizio di un altro. Con un uomo dal temperamento malsano, che si fa chiamare Aristo. Per cui la sua signora, incredibilmente, rinuncia persino alla sua unica possibilità di diventare madre. La sua signora. Visse d’arte, visse d’amore. Non fece mai male ad anima viva. E fu costretta a chiedersi più di una volta perché viceversa la vita la rimunerasse in quel modo. Il nome della signora? Maria. Callas. Nella straordinaria cornice del Teatro di Documenti a Roma, in Via Nicola Zabaglia, candido e scavato in quel monte letteralmente di cocci che poi è divenuto Testaccio, è andato in scena Vissi per Maria – La vera storia di Maria Callas narrata dalla governante Bruna, il monologo magnifico di Roberto D’Alessandro, che ha scritto in evidente stato di grazia, diretto da Ilza Prestinari e interpretato in maniera a dir poco straordinaria da Siddhartha Prestinari, allieva e, come il cognome rivela, figlia della regista. Un’attrice, Siddhartha, che lavora tanto e sempre bene, ma che, pur essendo giovane e bella, dà vita in modo emozionante, commovente, divertente, coinvolgente e soprattutto credibile quanto rare volte si è visto a un personaggio tenero e forte che conquista. Quello di Bruna, dolcissima, indomita, morbidamente avvolta nello scialle dei suoi ricordi.

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3 risposte a "“Vissi per Maria”"

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