Teatro

“La tredicesima notte”

tredicesimadi Gabriele Ottaviani

La condizione del rifugiato, del profugo. Lo sradicamento. Le parole di uno dei più grandi autori di sempre. Otto personaggi in cerca di luce. Il futuro è davvero una terra straniera. Conoscono solo il lessico delle tragedie cui appartengono. Hanno in comune solamente il proprio creatore. Un allestimento, una messa in scena e delle musiche di rara suggestione. Atmosfere postmoderne, perché l’universalità del sentimento valica il tempo. Nella cornice del Teatro Sala Uno di Roma, di non comune bellezza, Imogen Kusch dirige, evidentemente con mano sicura, una compagine di attori in stato di grazia. Giorgio Santangelo, Raffaella D’Avella, Paolo De Giorgio, Maria Borgese, Marta Iacopini, Silvia Mazzotta, Francesca Olivi e Beniamino Zannoni. Rispettivamente Macbeth, Re Lear, Iago, Gonerill, Riccardo III, Ermione, Rosalinda e Amleto. È suonata l’ora di Shakespeare, è giunto il tempo della Tredicesima notte. In scena fino al ventidue di febbraio, è da non perdere.

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