Libri

“La maturità del 1953”

1953di Gabriele Ottaviani

Sulla strada gravava pigra l’ora del mezzogiorno. Le persone sui marciapiedi si muovevano tranquille le une accanto alle altre, si raggruppavano, parlavano in modo accalorato ma senza fretta, guardavano chi passava, facevano cenni con il capo e rivolgevano la loro attenzione anche a chi non conoscevano. Le auto erano ferme al sole prima di ripartire, mentre dalla Fleetstrasse svoltò con fracasso un carro a cavalli. Dal lago spirava un vento fresco che attraversava una via laterale, il signor Sedenbohm uscì dalla libreria di malumore, ma guarda… Dovunque sui muri e sulle vetrine erano affissi manifestini stampati a caratteri cubitali. Nella sua smemorataggine Ingrid si fermò di colpo e si mise a leggere dall’inizio alla fine frasi sul fatto che si dovesse diffidare dei nemici interni di ogni specie; ma poi si guardò intorno in cerca di un esperto di legge che potesse aver scritto quelle cose e le venne in mente che poteva passare il tempo in altro modo attendendo che partisse il traghetto. E davanti all’ufficio delle imposte si erano fermati due uomini che smisero di parlare quando Ingrid passò vicino a loro; solo dopo essersi guardati intorno con circospezione conclusero a bassa voce il loro fitto dialogo.

Un confine: cos’è? Sinonimi e definizioni, ché con le parole si deve pur giocare: fine, limite, orlo, bordo, margine, siepe, rete, termine, estremità, frontiera, barriera, tenda di cretonne per Eveline, che guarda la vita non vivendo, e specchio per Alice, un luogo preciso – per evitare, almeno nelle intenzioni, contrasti, o meglio, conflitti, poiché a passare da un confine, che è un punto di contatto, a un conflitto ci si mette davvero un attimo, basta un’epentesi di liquida e un nuovo finale – ma pure talvolta un non-luogo, vago e sfuggente o impervio come quel muro che a lungo divise, oltre che familiari e cuori d’amanti, una città e due visioni, economiche, politiche, sociali, culturali, del mondo, e il mondo stesso, tra l’Ovest evoluto, o così detto, e l’Est totalitario, raccontato anche in musica (Alexander Platz, per esempio) e al cinema, da autori come Timm, Schlöndorff, Becker e F. H. von Donnersmarck, un Oriente per nulla estremo, se non nelle durezze dei regimi, di cui però non pochi rimpiangono (l’Ostalgie è un vero fenomeno sociale, culturale e finanche elettorale) atmosfera e oggetti, come quelle auto dalle carrozzerie di resina e cotone e quei bicchieri infrangibili, usati, certo, anche altrove, che, mutatis mutandis, quasi fossero madeleines, danno il titolo al discorso pronunciato a Trento da Paolo Nori domenica 25 ottobre 2009, nell’ambito di una rassegna sulla storia e la letteratura della DDR. La Germania Est. Quella degli atleti invincibili, e poi si è capito, nella gran parte dei casi, perché. Nel 1953 il muro ancora non c’è, ma il desiderio di libertà sì. Keller dà alle stampe il primo, strepitoso romanzo di Uwe Johnson (1934 – 1984), La maturità del 1953: educazione, libertà, religione, società, vita privata, amicizia, crescita e gioventù. Questi alcuni dei temi, e sembra scritto domani.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...