Cinema, tv

“L’Oriana”

L-Oriana-Vittoria-Puccini-4645-33di Gabriele Ottaviani

La delicata Elisa di Rivombrosa (e non Rivondosa: lì ci viveva Paperina, nell’omonima parodia disegnata da Silvia Ziche), la moglie fedifraga di Tutta la verità, che vedeva dietro la macchina da presa ancora una volta Cinzia Th Torrini, l’attrice che non sa della sorte del figlio nel pirandelliano Magnifica presenza targato Ozpetek: tanti i ruoli negli ultimi anni per Vittoria Puccini, che tra piccolo e grande schermo ormai ha un curriculum certo molto meno esile della sua aggraziata figura. Ora, è il turno di interpretare una donna come poche: Oriana Fallaci. Per certi versi, LA giornalista. Prosa scintillante, domande vere. Di lei si è scritto e detto tutto e il contrario di tutto. E ci ha messo lei stessa del suo. Una donna libera, appassionata, affascinante, schietta, tabagista incorreggibile, fragile e insieme forte, professionista instancabile e preparata, lavoratrice indomita, docile, specie in amore, eppure violenta, soprattutto nelle antipatie, cosmopolita e al tempo stesso legata alle proprie radici, toscane come quelle di Vittoria Puccini, che in L’Oriana, in anteprima al cinema oggi e domani e in onda il sedici e diciassette febbraio prossimi venturi su Rai Uno, rete che sovente propone ai suoi spettatori fiction biografiche, per lo più in due puntate – talvolta, ahimè, dannatamente agiografiche –, riesce a somigliarle anche fisicamente. La direzione del regista Marco Turco, che ha già lavorato con la protagonista in C’era una volta la città dei matti, film tv prodotto da Claudia Mori sulla vita di Franco Basaglia, e Altri tempi, serie di Rai Uno sulla storia della battaglia della senatrice Merlin per l’abolizione delle case chiuse, è solida, e lo sceneggiato, che vuole – e deve – essere nazionalpopolare, si lascia guardare. Merito, come sempre, della scrittura: la “premiata ditta” Rulli – Petraglia (La meglio gioventù, Le cose che restano…) in questo senso è una garanzia. Nel cast, tra gli altri, Vinicio Marchioni, cui va il ruolo di Alexandros “Alekos” Panagulis, politico e poeta, eroe nazionale per la Grecia moderna, intellettuale, attivista per la democrazia e i diritti umani, rivoluzionario non marxista in lotta, anche armata, contro la dittatura dei colonnelli. Tentò un attentato contro il capo del regime, Georgios Papadopoulos, fallì e fu perseguitato, torturato e imprigionato, liberato solo dopo una mobilitazione internazionale. Morì in un misterioso incidente stradale. Oriana Fallaci, che ne fu compagna di vita per tre travagliatissimi anni, tra il 1973 e il 1976, lo rese protagonista di Un uomo, libro che, insieme alla lunga intervista che le concesse, lo rese celebre in tutto il mondo come emblema della resistenza al totalitarismo.

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